Un Mare Connesso

Il progetto “Un mare connesso” si propone di studiare gli scambi
intra-mediterranei della prima età moderna nella loro concreta
organizzazione, mettendo a fuoco gli strumenti giuridici, finanziari,
culturali, linguistici, politici e militari mobilitati nello spostamento
di uomini, oggetti e idee tra le sponde del Mediterraneo. Grazie ad un
approccio interdisciplinare – che coniuga varie scienze umane, la
storia economica e sociale, la storia del diritto, la linguistica e la
letteratura, l’archivistica – il gruppo di ricerca si concentrerà
in modo particolare nello studio e nella valorizzazione di un fondo
documentario di straordinaria rilevanza: il fondo archivistico dei
Consoli del Mare, dell’Archivio di Stato di Pisa. Inoltre, sulla
scorta della tradizione di studi inaugurata da Edward Said, il gruppo si
propone di studiare il transito e l’adattamento di modelli culturali
tra Islam e Occidente concentrandosi soprattutto sulla pubblicistica
minore (pamphlets, pièces, gazzette, libri di viaggio ecc.), oggi più
facilmente accessibile grazie ai depositi librari informatici.
L’interesse per le implicazioni culturali del commercio ha radici
lontane che affondano nell’età dell’Illuminismo. In tempi a noi
più vicini, superato l’irenismo ingenuo dei primi apologeti del
mercato, si è formata una cospicua tradizione di studi a partire dal
lavoro pionieristico di Philip D. Curtin (1984). Il gruppo dei
proponenti intende riallacciarsi, oltre all’imprescindibile legacy
braudeliana, a questa tradizione di studi transculturali che ha messo in
luce come gli scambi mercantili siano da sempre stati un ponte tra le
culture, gettato sopra ai confini identitari e religiosi. L’obiettivo
che il gruppo di ricerca si propone è quello di iniziare una nuova
indagine sulle dinamiche di scambio che attraversarono il Mediterraneo
nell’età della prima globalizzazione. Pur non potendo cancellare la
realtà violenta della guerra, ed anzi, trovando molte volte nella
guerra il fondamento della loro attuazione, i commerci, compreso il
commercio degli schiavi e delle armi, permisero di stabilire tra le due
sponde del mare rapporti abituali, veicolando nei due sensi, tra Europa
cristiana e Mondo Islamico, merci, conoscenze e rappresentazioni
(Kaiser, Calafat, 2014). I risultati attesi del progetto, a partire
dalla repertoriazione e messa a disposizione on-line di un repertorio
del fondo dei Consoli del Mare, saranno di grande impatto per la
comunità scientifica, aprendo nuove opportunità per lo studio
dell’età della prima globalizzazione. La collaborazione con
istituzioni pubbliche (come l’Archivio di Stato di Pisa, le autorità
portuali di Genova e Livorno) e private (associazioni di promozione
culturale) permetterà inoltre una più larga diffusione dei risultati
della ricerca massimizzando il loro impatto nel contesto sociale locale.