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Diabete di tipo 2: così zuppa, frullati e dieta mediterranea aiutano la remissione
di Cesare Buquicchio
29 maggio 2025
Il programma già adottato dall’Nhs inglese ha aiutato il 27% dei pazienti, dimezzato la spesa farmaceutica e aumentato di 6 anni l’aspettativa di vita

Il diabete mellito di tipo 2 non è più una condanna a vita. Questa rivoluzionaria prospettiva ribalta decenni di convinzioni mediche che consideravano la malattia come progressiva e irreversibile. Per questa svolta l’alimentazione gioca un ruolo centrale: la dieta mediterranea ipocalorica tradizionale può avere effetti positivi sulla remissione, offrendo un’alternativa sostenibile ai regimi più restrittivi. Come spiega il dottor Domenico Tricò, Docente e Dirigente Medico in Medicina Interna presso la Sezione di Diabetologia e Nutrizione Clinica dell’Universitaria Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, «la remissione del diabete mellito di tipo 2 è oggi una possibilità concreta, clinicamente rilevante e – in contesti selezionati – anche facilmente realizzabile». La definizione di remissione, ora chiarita da un consenso intersocietario, indica «un ritorno a valori glicemici inferiori al range diagnostico per diabete in assenza di terapia farmacologica per almeno 3 mesi». Sebbene la remissione spontanea rimanga rara (meno del 2% della popolazione generale), gli interventi mirati possono aumentare significativamente queste probabilità, soprattutto nei pazienti con diagnosi recente.
Il peso della guarigione: ogni chilo perso conta
Il segreto della remissione risiede nel calo ponderale. Tutti gli approcci terapeutici efficaci condividono questo denominatore comune, supportato da evidenze scientifiche inequivocabili: ogni punto percentuale di peso perso aumenta del 3% la probabilità di remissione.