{"id":54,"date":"2016-04-19T16:54:36","date_gmt":"2016-04-19T14:54:36","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unipi.it\/vincenzo_mele\/?page_id=54"},"modified":"2019-09-02T16:45:30","modified_gmt":"2019-09-02T14:45:30","slug":"tesi-di-laurea","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/people.unipi.it\/vincenzo_mele\/tesi-di-laurea\/","title":{"rendered":"Tesi di laurea"},"content":{"rendered":"<p>Una tesi di laurea consiste nell\u2019argomentare il percorso che conduce da una serie di domande di ricerca\/ipotesi di partenza, a una serie di affermazioni\/conclusioni di arrivo.<\/p>\n<p>Prima di scrivere il progetto di tesi bisogner\u00e0 valutare attentamente la congruenza tra la propria idea di ricerca e le risorse di cui si dispone (in termini di competenze, materiali e tempi di lavoro).<\/p>\n<p>\u00c8 CALDAMENTE RACCOMANDATA la lettura preliminare del libro di U. Eco &#8220;Come si fa una tesi di laurea&#8221; (disponibile in biblioteca o <a href=\"https:\/\/www.dass.uniroma1.it\/sites\/default\/files\/allegati_notizie\/Eco_Tesi-sogg-bibliogr_1.pdf\">qui<\/a> in pdf). Anche se il libro \u00e8 stato scritto prima dell&#8217;avvento di internet, rappresenta di gran lunga il miglior testo sull&#8217;argomento. In alternativa, \u00e8 possibile frequentare workshop di scrittura accademica che verranno offerti dal dipartimento di Scienze Politiche.<\/p>\n<p><strong>1<\/strong><strong>. CHIEDERE L\u2019ASSEGNAZIONE DELLA TESI<\/strong><\/p>\n<p>Bisogna presentare al docente un <em>abstract\u00a0<\/em>preliminare\u00a0di tesi, ovvero una breve sintesi dell\u2019argomento (max 2 cartelle) che si intende trattare, completo di <em>titolo<\/em>, <em>bibliografia <\/em>e <em>indice ipotetico<\/em>. Il progetto deve avere un\u2019attinenza sostanziale con l\u2019ambito disciplinare della Cattedra.\u00a0<strong>Non verranno accettate<\/strong>\u00a0proposte di tesi il cui argomento risulter\u00e0 essere centrato sulle specificit\u00e0 di altri insegnamenti.<\/p>\n<p>Sulla base di questo documento si verificher\u00e0 l\u2019interesse (affinit\u00e0 delle tematiche) e la possibilit\u00e0 oggettiva (tempi, sovraccarico rispetto alle sessioni, etc.) della Cattedra a seguire il lavoro.<\/p>\n<p>Modulo di richiesta della tesi da inviare al docente via email: <a href=\"http:\/\/people.unipi.it\/vincenzo_mele\/wp-content\/uploads\/sites\/213\/2019\/07\/Modello-richiesta-tesi.doc\">Modello richiesta tesi<\/a><\/p>\n<p><strong>Tipi di tesi:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><em>Rassegne<\/em>: si concentrano su un tema o uno specifico autore ricostruendo l\u2019analisi che ne viene fatta nella letteratura scientifica.<\/li>\n<li><i>Ricerche sul campo<\/i>: sono orientate a testare una ipotesi di lavoro attraverso una ricerca empirica (osservazione partecipante, interviste, etc.).<\/li>\n<\/ol>\n<p>Sulla base di questo documento si verificher\u00e0 l\u2019interesse (affinit\u00e0 delle tematiche) e la possibilit\u00e0 oggettiva (tempi, sovraccarico rispetto alle sessioni, etc.) della Cattedra a seguire il lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2. INIZIARE A LAVORARE DOPO L\u2019ASSEGNAZIONE DELLA TESI<\/strong><\/p>\n<p>Bisogna presentare al docente la bozza di indice ragionato del lavoro e i riferimenti bibliografici sul tema. Questi 2 file, in seguito, dovranno viaggiare\u00a0<strong>sempre insieme<\/strong>\u00a0<strong>ai paragrafi\/capitoli<\/strong>\u00a0sottoposti a correzione.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>La bozza di indice:<\/strong>\u00a0in fase di progetto, l\u2019indice \u00e8 naturalmente da considerarsi provvisorio e serve a illustrare i punti cardine dell\u2019argomentazione. Tuttavia, \u00e8 indispensabile che esso sia articolato in capitoli e,\u00a0all\u2019interno\u00a0di questi, siano delineati i paragrafi essenziali. Si tratta, in questa fase, di un indice \u201cragionato\u201d nel quale bisogna rispondere alla domanda \u201ccosa inserisco in questo paragrafo, come si collega al successivo, quali sono gli autori di riferimento?\u201d.<br \/>\n<strong>Come si costruisce l\u2019indice?<\/strong><br \/>\n\u2013 numero del capitolo<br \/>\n\u2013 titolo del capitolo<br \/>\n\u2013 breve abstract del capitolo (risponde alla domanda: cosa scriver\u00f2 qui?)<br \/>\n\u2013 numero del paragrafo<br \/>\n\u2013 titolo del paragrafo<br \/>\n\u2013 breve abstract del paragrafo<br \/>\n\u2013 libri\/autori di riferimento per ogni paragrafo\/capitolo.<\/li>\n<li><strong>I riferimenti bibliografici:<\/strong>\u00a0bibliografia e sitografia (composte sia da fonti gi\u00e0 consultate, sia da fonti che ci si propone di consultare) devono essere organizzate parallelamente\u00a0all\u2019indice. In un progetto ben realizzato, sar\u00e0 evidente la coerenza tra l\u2019indice e il materiale di riferimento che serve a illustrare i fodamenti teorici dell\u2019argomentazione.<br \/>\n<strong>a. Quali sono i riferimenti biliografici?<\/strong><br \/>\n\u2013 libri;<br \/>\n\u2013 articoli di riviste, online e cartacee;<br \/>\n\u2013\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Letteratura_grigia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">letteratura grigia<\/a>\u00a0(documenti prodotti da organizzazioni);<br \/>\n\u2013 draft di articoli scientifici reperibili online.<br \/>\n<strong>b. Come individuo i riferimenti bibliografici che mi potrebbero interessare?<\/strong><br \/>\n\u2013 bibliografie di altri libri;<br \/>\n\u2013 in internet, cfr.\u00a0<a title=\"Risorse in\u00a0Rete\" href=\"https:\/\/robertabracciale.wordpress.com\/risorse-in-rete\/\">risorse in rete<\/a><strong>;<br \/>\n<\/strong><strong>c. Come trovo i riferimenti biliografici che ho individuato?<br \/>\n<\/strong>\u2013 biblioteche;<br \/>\n\u2013 prestito interbibliotecario;<br \/>\n\u2013 librerie online (es. Amazon, Ibs; etc.);<br \/>\n\u2013 librerie tradizionali;<br \/>\n\u2013 sistema bibliotecario di Ateneo (download solo dalla rete d\u2019Ateneo)<strong>.<br \/>\nd. Come utilizzo i materiali che ho reperito?<br \/>\n<\/strong>Bisogna schedare i materiali acquisendo le seguenti informazioni:<strong><br \/>\n<\/strong>\u2013 quali sono gli obiettivi del lavoro;<br \/>\n\u2013 quali metodologie vengono utilizzate;<br \/>\n\u2013 quali sono i principali risultati;<br \/>\n\u2013 qual \u00e8 lo stato dell\u2019arte sull\u2019argomento;<br \/>\n\u2013 quali testi vengono considerati centrali per l\u2019argomentazione;<br \/>\n\u2013 quali sono gli aspetti poco chiari o controversi;<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>N.B.<\/strong>\u00a0\u00c8 chiaro che per scrivere l\u2019indice e il progetto di tesi bisogna necessariamente aver gi\u00e0 studiato i documenti fondamentali individuati nella bibliografia.<\/p>\n<p>Una volta definito l\u2019indice e verificati i riferimenti bibliografici con il docente si pu\u00f2 iniziare il vero e proprio lavoro di scrittura della tesi.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3. L\u2019ARTICOLAZIONE DELLA TESI<\/strong><\/p>\n<p>La tesi deve contenere le seguenti sezioni:<\/p>\n<ul>\n<li>indice (con indicazione di capitoli e paragrafi);<\/li>\n<li>introduzione (generalmente si scrive alla fine del lavoro);<\/li>\n<li>uno o due capitoli introduttivi, a loro volta suddivisi in paragrafi ed, eventualmente, sottoparagrafi;<\/li>\n<li>uno o due capitoli centrali, a loro volta suddivisi in paragrafi ed, eventualmente, sottoparagrafi;<\/li>\n<li>riflessioni conclusive;<\/li>\n<li>riferimenti bibliografici.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quando la tesi \u00e8 terminata si aggiunge prima dell\u2019indice una pagina con il frontespizio della tesi (<a href=\"https:\/\/robertabracciale.files.wordpress.com\/2011\/09\/es-frontespizio.pdf\">es. frontespizio<\/a>).<\/p>\n<p>Nonostante non sia possibile valutare le tesi \u201ca peso\u201d \u00e8 possibile far riferimento alle seguenti indicazioni sulla lunghezza del lavoro:<\/p>\n<ul>\n<li>Per le tesi di primo livello: minimo 40 pagine<\/li>\n<li>Per le tesi di secondo livello: minimo 100 pagine<\/li>\n<\/ul>\n<p>Invece,\u00a0<strong>non esiste una tempistica standard<\/strong>: tutto dipende dall\u2019impegno del candidato nel portare avanti il proprio lavoro.<\/p>\n<p>Bisogna inoltre rispettare le seguenti regole:<\/p>\n<ul>\n<li>Al docente vanno sempre consegnati documenti completi. Evitare l\u2019invio di \u201cparti\u201d di paragrafi incomplete, non adeguatamente rilette (perci\u00f2 ricche di errori sintattico-grammaticali), prive di fonti, etc.<\/li>\n<li>Insieme alle \u201cparti\u201d di tesi \u00e8 obbligatorio allegare sempre l\u2019indice e la bibliografia aggiornati.<\/li>\n<li>Quando il lavoro \u00e8 terminato \u00e8 necessario inviare la tesi completa in formato elettronico per permetterne una pi\u00f9 facile archiviazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>4. LA FORMATTAZIONE DEL TESTO<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>corpo del testo: 11 pt (utilizzare preferibilmente font \u201cclassici\u201d e \u201cleggibili\u201d), giustificato, interlinea: 1,5;<\/li>\n<li>titolo capitolo: 12 pt, grassetto, centrato;<\/li>\n<li>titolo paragrafo: 11 pt, grassetto, allineato a sinistra;<\/li>\n<li>titolo sotto-paragrafo: 11 pt, corsivo, allineato a sinistra;<\/li>\n<li>note: 10 pt, giustificato, interlinea singola;<\/li>\n<li>margini: 3 cm per lato;<\/li>\n<li>numeri di pagina: 10 pt, centrato;<\/li>\n<li>rilegatura: in cartoncino, con stampa del frontespizio in copertina (possibilmente anche sul dorso).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>5. LE CITAZIONI BIBLIOGRAFICHE<\/strong><br \/>\nUsare il sistema Chicago B (autore-data). Con questo sistema le note a pi\u00e8 pagina servono solo a dare informazioni aggiuntive\/approfondimenti rispetto al testo. La numerazione delle note ricomincia a ogni capitolo.<\/p>\n<p>Le indicazioni che seguono sono da considerarsi indicative ed esemplificative dello stile \u201cautore-data\u201d, che pu\u00f2 variare a seconda della casa editrice delle pubblicazioni. In ogni caso, dato il principio generale, la regola \u00e8 di utilizzare sempre lo stesso metodo per indicare lo stesso oggetto.\u00a0Se, ad esempio, non uso la \u201cp.\u201d prima del numero di pagina, non dovr\u00f2 usarla in nessuna parte del documento. Idem, se uso i due punti come separatori, invece della \u201cp.\u201d (lo stesso principio vale anche per i riferimenti bibliografici).<\/p>\n<ul>\n<li>Se si cita \u201cparola per parola\u201d un altro autore, il testo deve essere racchiuso tra virgolette caporali (\u00ab\u00bb, si trovano in inserisci simbolo) bisogna indicare l\u2019anno e la pagina del testo di riferimento<\/li>\n<\/ul>\n<p>es.\u00a0Le innovazioni tecnologiche hanno influito decisamente sui \u00abmodi in cui si sviluppano le relazioni sociali, politiche ed economiche\u00bb (Wajcman 2002, p. 360).<\/p>\n<ul>\n<li>Se la citazione testuale \u00e8 lunga oltre due-tre righe \u00e8 opportuno separarla dal corpo del testo con una riga vuota (prima e dopo), usare un carattere pi\u00f9 piccolo (10 pt) e far rientrare di 1 cm il margine sinistro. Quando si omettono parti della citazione si inseriscono le parentesi quadre con tre puntini [\u2026]. In questo caso non \u00e8 necessario usare le virgolette.<\/li>\n<\/ul>\n<p>es.\u00a0Emerge quella che Castells (2002, ed. or. 1996) definisce \u201csociet\u00e0 informazionale\u201d, ovvero<\/p>\n<p>[\u2026] una specifica forma di riorganizzazione sociale in cui lo sviluppo, l\u2019elaborazione e la trasmissione delle informazioni diventano fonti\u00a0basilari di produttivit\u00e0 e potere grazie a nuove condizioni tecnologiche emerse in questo periodo storico [\u2026] (p. 21).<\/p>\n<p>In un contesto in cui l\u2019innegabile aumento di informazioni caratterizza le organizzazioni etc., etc.<\/p>\n<ul>\n<li>Se, invece, si riassume il pensiero\/posizione di un autore<\/li>\n<\/ul>\n<p>es.\u00a0Secondo Warschauer (2003), invece, l\u2019etichetta che meglio definisce l\u2019insieme delle abilit\u00e0 richieste per partecipare al mondo digitale \u00e8 \u201celettronic literacy\u201d.<\/p>\n<p>Un consiglio: visto che gli esempi sarebbero moltissimi pu\u00f2 essere utile servirsi di uno dei vostri libri di testo che usa il sistema autore-data come esempio.<\/p>\n<p><strong>6. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>La bibliografia finale deve essere in ordine alfabetico secondo il cognome dell\u2019autore.<\/li>\n<li>Se un autore compare in pi\u00f9 testi, le opere vanno elencate in ordine cronologico di pubblicazione.<\/li>\n<li>Se nello stesso anno vi sono pi\u00f9 opere dello stesso autore, per distinguerle, bisogna inserire una lettera dell\u2019alfabeto minuscola (a, b, etc.) dopo la data di edizione.<\/li>\n<li>Pu\u00f2 essere molto utile imparare a utilizzare un sistema automatico per la gestione della bibliografia. Tra i pi\u00f9 completi e semplici\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mendeley.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Mendeley<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Alcuni esempi:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Libro italiano<br \/>\nBracciale R. (2010),\u00a0<em>Donne nella rete<\/em>.\u00a0<em>Disuguaglianze digitali di genere<\/em>, FrancoAngeli, Milano.<\/li>\n<li>Libro in altra lingua tradotto in italiano<br \/>\nCastells M. (2009),\u00a0<em>Communication Power<\/em>, Oxford University Press, London-New York (trad. it:\u00a0<em>Comunicazione e potere<\/em>, Egea, Milano, 2009).<\/li>\n<li>Libro in altra lingua<br \/>\nWarschauer M. (2003),\u00a0<em>Technology and Social Inclusion: Rethinking the Digital Divide<\/em>, Mit Press, Cambrige.<\/li>\n<li>Articolo in rivista<br \/>\nColeman S., Taylor J., Van de Donk W. (1999),\u00a0<em>Parliament in the age of the Internet<\/em>, \u00abParliamentary Affairs\u00bb, 52, 3, pp. 365-370.<\/li>\n<li>Articolo in rivista online<br \/>\nHargittai E. (2002),\u00a0<em>Second-Level Digital Divide: Differences in People\u2019s Online Skills<\/em>, \u00abFirst Monday\u00bb, 7, 4, testo disponibile all\u2019Url: &lt;<a href=\"http:\/\/firstmonday.org\/htbin\/cgiwrap\/bin\/ojs\/index.php\/fm\/article\/view\/942\/864&amp;gt\" rel=\"nofollow\">http:\/\/firstmonday.org\/htbin\/cgiwrap\/bin\/ojs\/index.php\/fm\/article\/view\/942\/864&amp;gt<\/a>;.<\/li>\n<li>Saggio in volume collettaneo italiano<br \/>\nBracciale R. (2012), \u201cIl Parlamento italiano alla prova del web: alla ricerca delle affinit\u00e0 elettive\u201d, in Bentivegna S. (a cura di),\u00a0<em>Parlamento 2.0. Strategie di comunicazione politica in internet<\/em>, FrancoAngeli, Milano.<\/li>\n<li>Saggio in volume colletaneo straniero tradotto<br \/>\nLash S. (1994),\u00a0<em>Reflexity and its Doubles: Structures, Aesthetics, Community<\/em>, in Beck U., Giddens A., Lash S., eds.,\u00a0<em>Reflexive Modernization: Politics, Tradition and Aestetics in the Modern Social Order<\/em>, Cambridge, Polity Press (trad. it.:\u00a0<em>La riflessivit\u00e0 e i suoi doppi: struttura, estetica, comunit\u00e0<\/em>, in Beck U., Giddens A., Lash S., a cura di,\u00a0<em>Modernizzazione riflessiva. Politica, tradizione ed estetica nell\u2019ordine sociale della modernit\u00e0<\/em>, Asterios, Trieste, 1999, pp. 161-227).<\/li>\n<li>Saggio in volume collettaneo straniero<br \/>\nAnderson B., Tracey K. (2002),\u00a0<em>\u201c<\/em>The Impact (or Otherwise) of the Internet on Everyday British Life\u201d, in Wellman B., Haythornthwaite C. (eds.),\u00a0<em>The Internet in Everyday Life<\/em>, Blackwell Publishing, Malden (MA), pp. 139-63.<\/li>\n<li>Letteratura grigia e report di ricerca<br \/>\nIstat (Istituto nazionale di statistica) (2010a),\u00a0<em>Rapporto annuale. La situazione del Paese nel 2009<\/em>, testo disponibile all\u2019Url:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.istat.it\/dati\/catalogo\/20100526_00\/Avvio2009.pdf.Leston-Bandeira\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.istat.it\/dati\/catalogo\/20100526_00\/Avvio2009.pdf.Leston-Bandeira<\/a>\u00a0C., Ward S., eds., (2008),\u00a0<em>Parliaments in the Digital Age<\/em>, Oxford Internet Institute, Forum Discussion Report 13, January 2008, testo disponibile all\u2019URL:\u00a0<span class=\"skimlinks-unlinked\">http:\/\/www.oii.ox.ac.uk\/research\/publications\/FD13.pdf.Madden<\/span>\u00a0M., Fox S. (2006),\u00a0<em>Riding the Waves of \u00abWeb 2.0\u00bb. More than a buzzword, but still not easily defined<\/em>, Pew Internet Project, Washington, D.C., testo disponibile all\u2019Url:\u00a0<a href=\"http:\/\/pewresearch.org\/pubs\/71\/riding-the-waves-of-web-20\" rel=\"nofollow\">http:\/\/pewresearch.org\/pubs\/71\/riding-the-waves-of-web-20<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>7.<\/strong>\u00a0<strong>SULLO STILE DI SCRITTURA<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Utilizzare la forma impersonale.<\/li>\n<li>Rileggere il testo stampato su carta e non solo a video.<\/li>\n<li>Attenzione alla\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/D_eufonica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">d eufonica<\/a>.<\/li>\n<li>Dopo i titoli non va il punto.<\/li>\n<li>Ogni fonte utilizzata\u00a0<strong>DEVE<\/strong>\u00a0essere citata.<\/li>\n<li>L\u2019elaborato non \u00e8 un riassunto dei libri letti! Rappresenta, appunto, una elaborazione personale di quanto studiato.<\/li>\n<li>Attenzione agli errori grammaticali, ortografici e ai refusi! Alcuni suggerimenti per rinfrescarsi la memoria su come \u201cparlare e scrivere in italiano\u201d:\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.me-teor.it\/marr_opere\/nonaccademiche\/torniamo_a_scrivere_in_italiano.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Torniamo a scrivere (e a parlare) in italiano?<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.mestierediscrivere.com\/index.php\/articolo\/attrezzi\/\">Gli attrezzi sono meglio delle regole\u00a0<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>8. LA SEDUTA DI LAUREA<\/strong><\/p>\n<p>Durante la seduta di laurea il candidato deve illustrare alla commissione i punti salienti del suo lavoro. Per alcuni corsi di laurea \u00e8 consuetudine presentare anche slide di supporto alla discussione. Tale necessit\u00e0 sar\u00e0 concordata con il docente prima della seduta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>9. ARGOMENTI PER TESI DI LAUREA<\/strong><\/p>\n<p>Come annunciato in precedenza, non \u00e8 possibile scrivere una tesi di laurea che non rientrino negli argomenti di competenza del docente o del corso in sociologia dei processi culturali e comunicativi. Qui una lista indicativa degli argomenti possibili:<\/p>\n<div><em>Autori: <\/em><\/div>\n<div>Benjamin, Simmel, Bataille, Bourdieu, Habermas, Adorno, Horkheimer, Tarde, Foucault. Elias, College de Sociologie, Scuola di Francoforte.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>Temi:<\/em><\/div>\n<div>Estetica e teoria sociale<\/div>\n<div>Metropoli<\/div>\n<div>Folla e vita moderna<\/div>\n<div>Esperienza della modernit\u00e0\/postmodernit\u00e0<\/div>\n<div>Sociologia degli oggetti<\/div>\n<div>Sociologia dello sport<\/div>\n<div>Sociologia della violenza<\/div>\n<div>Sociologia del gioco<\/div>\n<div>Sociologia del consumo<\/div>\n<div>Sociologia visuale<\/div>\n<div>Etnografia urbana e digitale<\/div>\n<div>Culture digitali<\/div>\n<div>Industria culturale<\/div>\n<div>Serie televisive<\/div>\n<p><strong>N.B. FINALE:<\/strong><strong>\u00a0Il rispetto delle regole esposte \u00e8 tassativo! Gli studenti verrano seguiti secondo disponibilit\u00e0 del docente<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una tesi di laurea consiste nell\u2019argomentare il percorso che conduce da una serie di domande di ricerca\/ipotesi di partenza, a&hellip;<\/p>\n<p><a class=\"btn btn-dark btn-sm unipi-read-more-link\" href=\"https:\/\/people.unipi.it\/vincenzo_mele\/tesi-di-laurea\/\">Leggi tutto&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":235,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-54","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"featured_image_src":null,"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Tesi di laurea - Vincenzo Mele<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/people.unipi.it\/vincenzo_mele\/tesi-di-laurea\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Tesi di laurea - 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