{"id":219,"date":"2024-10-23T17:34:31","date_gmt":"2024-10-23T15:34:31","guid":{"rendered":"https:\/\/people.unipi.it\/vincenzo_mele\/?page_id=219"},"modified":"2025-04-30T22:07:05","modified_gmt":"2025-04-30T20:07:05","slug":"laboratorio-di-estetica-sociologica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/people.unipi.it\/vincenzo_mele\/laboratorio-di-estetica-sociologica\/","title":{"rendered":"Laboratorio di Estetica sociologica (SocaestLab)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1896 Georg Simmel pubblica sulla rivista&nbsp;<em>Die Zukunft,&nbsp;<\/em>influente settimanale politico e letterario diretto dal giornalista, attore e intellettuale radicale Maximilian Harder, il saggio&nbsp;<em>Estetica sociologica.&nbsp;<\/em>Simmel che aveva una notevole dimestichezza con diverse discipline come la filosofia, la storia dell\u2019arte, la psicologia, la storia, l\u2019economia e la sociologia, introdusse nel dibattito dei&nbsp;<em>Gr\u00fcnderjahre<\/em>&nbsp;(gli anni della fondazione) in Germania&nbsp;un ardito e originale accostamento tra due campi del sapere \u2013 fino ad allora sicuramente poco comunicanti \u2013&nbsp;che aveva come&nbsp;<em>mezzo<\/em>&nbsp;la forma letteraria del saggio e come&nbsp;<em>fine&nbsp;<\/em>la creazione di uno spazio sperimentale in cui i differenti stili di pensiero e di ricerca potessero fruttuosamente incontrarsi. Anche se il termine \u2013 insieme un neologismo e per molti aspetti un ossimoro concettuale \u2013 non compare pi\u00f9 nell&#8217;opus magnum (la <em>Filosofia del denaro<\/em>, 1900) n\u00e9 nella sua &#8220;grande&#8221; <em>Soziologie<\/em> del 1908, nell\u2019attivit\u00e0 saggistica di Simmel \u00e8 chiaramente possibile riconoscere una vera e propria&nbsp;<em>estetica sociologica della modernit\u00e0&nbsp;<\/em>che si concentra su di uno specifico \u201cpunto di indifferenza\u201d tra arte e sfera delle interazioni sociali, con lo scopo di mostrare la \u201creciprocit\u00e0\u201d (<em>Wechselwirkung<\/em>) tra i due ambiti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 possibile pertanto sostenere che il saggio di Simmel rappresenti un vero e proprio \u201cmanifesto&#8221; che esprime in maniera pionieristica una sensibilit\u00e0 che ritroveremo in autori e ricerche \u2013 talora anche molto differenti  e tuttavia accomunate da una &#8220;somiglianza di famiglia&#8221; \u2013 dal novecento ai giorni nostri: dagli studi su <em>L&#8217;ornamento della massa<\/em> di Siegfried Kracauer, ai <em>Passages<\/em> di Parigi di Walter Benjamin, alle fisionomiche musicali di Adorno, alla <em>Distinzione<\/em> di Pierre Bourdieu, a <em>Le Partage du sensible <\/em>di Jacques Ranci\u00e8re, fino agli interventi pi\u00f9 recenti di John Levi Martin e Helmut Staubmann. Un manifesto \u201cnon fondativo\u201d \u2013 a differenza di molti manifesti politici o artistici della modernit\u00e0 \u2013 che non intende proporre una nuova teoria sociologica o un nuovo modo di fare ricerca sociale, ma che pu\u00f2 contribuire a rivedere e arricchire la teoria e la ricerca sociale esistenti dalla prospettiva che Simmel ha pioneristicamente chiamato \u201cestetica sociologica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>L\u2019estetica sociologica rappresenta, pi\u00f9 che una disciplina, un indirizzo di ricerca. Facendo leva, sulla scia di Simmel, sui due significati del termine <em>estetica<\/em> \u2013 quello originario, che a che fare con la conoscenza sensibile, e quello diffuso pi\u00f9 correntemente, che ha a che fare con il senso del bello \u2013 l\u2019estetica sociologica si occupa della relazione fra forme sociali e forme estetiche (modi percettivi, rappresentazioni sensibili, linguaggi artistici, espressioni del S\u00e9 etc.). Il laboratorio di estetica sociologica mira a porre in dialogo studios* attiv* in questo campo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Persone<\/h2>\n\n\n\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\"><summary><strong><a href=\"https:\/\/www.ehess.fr\/fr\/personne\/barbara-carnevali\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.ehess.fr\/fr\/personne\/barbara-carnevali\">Barbara Carnevali<\/a><\/strong><\/summary>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Barbara Carnevali \u00e8&nbsp;direttrice di studi in Filosofia e professoressa di Estetica sociale&nbsp;presso l\u2019\u00c9cole des Hautes \u00c9tudes en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi. Insegna anche all\u2019Accademia di architettura dell\u2019Universit\u00e0 della Svizzera Italiana (USI).&nbsp;Il suo lavoro ruota intorno alla nozione di Estetica Sociale, e la sua cattedra all\u2019EHESS \u00e8 l\u2019unica espressamente intitolata a questa disciplina. Un\u2019altra parte rilevante della sua ricerca \u00e8 dedicata alla modernit\u00e0 filosofica, e in particolare alle forme dell\u2019io moderno.&nbsp;Tra le sue pubblicazioni ricordiamo <em>Social Appearances. A Philosophy of Display and Prestige<\/em> (Columbia University Press 2020; prima edizione italiana: <em>Le apparenze sociali. Una filosofia del prestigio<\/em>, Il Mulino, 2012), <em>Social sensibility. Simmel, the senses, and the aesthetics of recognition <\/em>(\u00abSimmel Studies\u00bb 21, 2\/2017, pp. 9-39) e <em>L\u2019esth\u00e9tique sociale, entre philosophie et sciences sociales<\/em> (\u00abTrac\u00e9s. Revue de sciences humaines\u00bb 13, 2013, pp. 29-48). Insieme ad Andrea Pinotti ha curato l\u2019edizione italiana degli scritti simmeliani di estetica sociale (G. Simmel, Stile moderno. Saggi di estetica sociale, Einaudi 2020). Il suo ultimo lavoro, <em>La linea rossa. Milano e il design della modernit\u00e0<\/em>, in uscita per Feltrinelli, \u00e8 una riattualizzazione dell\u2019approccio simmeliano alla metropoli nella chiave della modernizzazione italiana e milanese.<\/p>\n<\/details>\n\n\n\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\"><summary><strong><a href=\"https:\/\/research.uniroma1.it\/researcher\/d3a0f306f3aefdf1ee116762c16b5e006f98c08777cc12923de966f2\">Letteria G. Fassari<\/a><\/strong><\/summary>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Letteria G. Fassari \u00e8 una sociologa culturale, attualmente Professoressa di Sociologia della Cultura e Culture per la Sostenibilit\u00e0 presso la Sapienza, Universit\u00e0 di Roma. \u00c8 Fondatrice dell&#8217;Unit\u00e0 di Ricerca di Estetica Sociale presso il Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo <em>Le pratiche di temporalit\u00e0 nell&#8217;opera<\/em> (\u00aberr. scritture dell&#8217;imprevisto\u00bb 2, 2\/2023, pp. 1-3), <em>Teaching (and Affecting) Sociology through Social Aesthetics<\/em> (\u00abScuola Democratica\u00bb 2, 2022, pp. 333-338), <em>The Social Aesthetics of Cultural Commons<\/em> (in <em>Cultural Commons and Urban Dynamics: A Multidisciplinary Perspective<\/em>, a cura di E. Macr\u00ec, V. Morea e M. Trimarchi, Springer 2020, pp. 163-172) e <em>Art as a social performance in trans-media cities<\/em> (in Art and Economics in the City: New Cultural Maps, a cura di C. Benincasa, G. Neri e M. Trimarchi, Columbia University Press 2019, pp. 163-179). Insieme a Emanuela Span\u00f2 \u00e8 autrice di <em>The Aesthetic Turn of Public Space: Quality Without Shadow?<\/em>, in uscita per Routledge.<br><\/p>\n<\/details>\n\n\n\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\"><summary><a href=\"https:\/\/people.unisa.edu.au\/Eduardo.delaFuente\"><strong>Eduardo de la Fuente<\/strong><\/a><\/summary>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eduardo de la Fuente<strong>\u00a0<\/strong>si occupa di sociologia culturale e teoria sociale presso la University of South Australia di Adelaide ed \u00e8 vicepresidente del gruppo di ricerca ISA Rc37 (Sociology of the Arts). Attualmente svolge attivit\u00e0 di ricerca nei campi della sociologia del paesaggio, della sociologia dell&#8217;ambiente edificato e delle qualit\u00e0 materiali ed estetiche dei luoghi. Sta inoltre lavorando a un progetto sui benefici di un &#8220;textural gaze&#8221; o di una scienza sociale delle &#8220;textures&#8221; che plasmano la vita sociale, culturale e spaziale. Le sue fonti di ispirazione intellettuali vanno da Georg Simmel a Tim Ingold, dagli scritti del fenomenologo ed esistenzialista Kurt Wolff alle teorie contemporanee sulle atmosfere estetiche e sull&#8217;importanza dell'&#8221;elementare&#8221; per la cultura umana (ad esempio, il ruolo della geologia e della topografia nel pensare e scrivere sui contesti urbani). Tra le sue pubblicazioni ricordiamo <em>Frames, Handles and Landscapes: Georg Simmel and the Aesthetic Ecology of Things<\/em> (in <em>The Anthem Companion to Georg Simmel<\/em>, a cura di T. Kemple e O. Pyyhtinen, Anthem Press 2016, pp. 161-184), <em>After the cultural turn: For a textural sociology<\/em> (\u00abThe Sociological Review\u00bb, 2019, pp. 1-16) e <em>Concrete Materialities: Architectural Surfaces and the Cultural Sociology of Modernity<\/em> (in <em>Sociology of the Arts in Action: New Perspectives on Creation, Production, and Reception<\/em>, a cura di A. Rodr\u00edguez Morat\u00f3 e A. Santana-Acu\u00f1a, Palgrave Macmillan 2022, pp. 213-237).<\/p>\n<\/details>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\"><summary><strong><a href=\"https:\/\/cenes.ubc.ca\/profile\/thomas-kemple-2\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/cenes.ubc.ca\/profile\/thomas-kemple-2\/\">Thomas Kemple<\/a><\/strong><\/summary>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Thomas Kemple \u00e8 professore di sociologia presso la University of British Columbia. La sua ricerca pone l\u2019accento sulla riscoperta di problemi classici, idee, testi e autori dimenticati o sottovalutati nella storia delle scienze sociali, mostrando come le strategie argomentative, i metodi interpretativi e i generi letterari contribuiscano alla formazione dei concetti rafforzino il significato pubblico delle argomentazioni sociologiche.&nbsp;Tra le sue pubblicazioni ricordiamo<em> Linguistic and Literary Styles of Social Theory <\/em>(\u00abCultural Critique Online\u00bb 123, Frame 8, 2024), insieme a Elizabeth Goodstein, Austin Harrington e Nicola Marucci, <em>A Symposium on Georg Simmel: Essays on Art and Aesthetics<\/em> (\u00abThesis 11\u00bb 173, 1\/2022, pp. 111-126), <em>Framing, Painting, Seeing: Simmel\u2019s <\/em>Rembrandt<em> and the Sense of Modernity<\/em> (in <em>The Routledge International Handbook of Simmel Studies<\/em>, a cura di G. Fitzi, Routledge 2020, pp. 196-209), <em>The Rationalizations of Culture and their Directions <\/em>(in <em>The Oxford Companion to Max Weber<\/em>, a cura di L. Scaff, S. Whimster e E. Hanke, Oxford University Press 2019, pp. 445-464) e <em>The Tragi-Comic Lives of Theory: Values of a Simmelian Existence<\/em> (\u00abDigithum\u00bb 24, 2019, pp. 10-20).<\/p>\n<\/details>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\"><summary><strong><a href=\"https:\/\/scienzepolitiche.unical.it\/bacheca\/public\/bacheca.cfm?cod=1452\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/scienzepolitiche.unical.it\/bacheca\/public\/bacheca.cfm?cod=1452\">Ercole Giap Parini<\/a><\/strong><\/summary>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ercole Giap Parini \u00e8 professore di Sociologia generale presso l\u2019Universit\u00e0 della Calabria. Tra le sue pubblicazioni recenti ricordiamo <em>I sociologi e la letteratura<\/em> (in <em>Sociologia dei processi culturali<\/em>, a cura di A. Romeo, Mimesis 2023, pp. 219-231), <em>Letteratura e improvvisazione sociologica. Quando i sociologi incontrano gli scrittori e i loro maghi<\/em> (\u00abRoutine e improvvisazione\u00bb 35\/36, 2020, pp. 73-86) e la curatela dell&#8217;edizione italiana di <em>Sociologia e arte<\/em> di Robert Nisbet (Mimesis 2016).<br><\/p>\n<\/details>\n\n\n\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\"><summary><strong><a href=\"https:\/\/investigacion.uam.mx\/index.php\/listado-catalogo\/62077\">Olga Sabido Ramos<\/a><\/strong><\/summary>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Olga Sabido Ramos \u00e8 professoressa di Sociologia presso la Universidad Aut\u00f3noma Metropolitana di Citt\u00e0 del Messico. I suoi principali ambiti di ricerca sono la sociologia relazionale, gli studi sensoriali e la sociologia delle emozioni. Insieme a Ana Lidia Dom\u00ednguez e Antonio Ziri\u00f3n ha curato <em>La reconfiguraci\u00f3n de lo sensible: experiencias sensoriales y afectivas durante la pandemia<\/em> (Universidad Iberoamericana 2024). \u00c8 autrice di <em>Sentidos y emociones en el ana\u0301lisis de la sociedad. Experiencia, pra\u0301cticas y redes<\/em> (in <em>Las Ciencias Sociales revisitadas<\/em>, a cura di G. Leyva, Gedisa 2024, pp. 731-755), <em>El cuerpo como recurso de sentido en la construcci\u00f3n del extra\u00f1o<\/em>&nbsp;(S\u00e9quitur 2012), <em>La proximidad sensible y el g\u00e9nero en las grandes urbes: una perspectiva sensorial<\/em> (\u00abEstudios sociol\u00f3gicos\u00bb 38, 2020, pp. 201-231), <em>The Metropolis and Nose Life. Sensory Memories, Odors and Emotions<\/em> (\u00abSimmel Studies\u00bb 24, 2\/2020, pp. 63\u201389), <em>The&nbsp;senses&nbsp;as a resource of meaning in the construction of the Stranger: an approach from Georg Simmel\u2019s relational sociology<\/em> (\u00abSimmel Studies\u00bb 21, 1\/2017, pp. 15\u201341).<\/p>\n<\/details>\n\n\n\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\"><summary><a href=\"https:\/\/www.unibo.it\/sitoweb\/marco.santoro\/cv\"><strong>Marco Santoro<\/strong><\/a><\/summary>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marco Santoro \u00e8 professore di sociologia generale presso l&#8217;Universit\u00e0 di Bologna. I suoi interessi di ricerca attraversano le frontiere che separano le discipline storico-sociali dalle humanities. Si occupa di teoria sociale e culturale, di sociologia degli intellettuali, di produzione e consumo delle arti, diseguaglianze culturali, criminalit\u00e0 e politica con particolare attenzione alla mafia, e di professioni giuridiche. Si occupa inoltre di storia delle scienze sociali e di storia delle idee. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo <em>Cosa \u00e8 cultura. Istruzioni per l&#8217;uso<\/em> (Il Mulino 2023), <em>Per una scienza delle opere d&#8217;arte. Pierre Bourdieu, ovvero dell&#8217;arte in sociologia<\/em>, introduzione a P. Bourdieu, <em>Il mercato dei beni simbolici e altri scritti sull&#8217;arte<\/em> (Meltemi 2023), di cui, insieme a Chiara Tartarini, ha curato l&#8217;edizione italiana, e la curatela, insieme ad Anna Maria Lorusso, di <em>ShoWar. La guerra in Ucraina come spettacolo<\/em> (Donzelli 2025).<br><\/p>\n<\/details>\n\n\n\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\"><summary><strong><a href=\"http:\/\/www.helmut-staubmann.info\/\">Helmut Staubmann<\/a><\/strong><\/summary>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Helmut Staubmann \u00e8 professore emerito di Teoria sociale e Sociologia culturale presso l\u2019Universit\u00e0 di Innsbruck. La sua ricerca si concentra sull\u2019estetica e su questioni fondamentali della teoria sociologica. Insieme a Eduardo de la Fuente, sta lavorando a <em>The Routledge International Handbook of Social Aesthetics<\/em>. Gestisce inoltre un canale YouTube dedicato alla teoria sociale (<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/@socialtheorybyhelmutstaubm6154\">www.youtube.com\/@socialtheorybyhelmutstaubm6154<\/a>). Tra le sue pubblicazioni recenti ricordiamo <em>Sociology in a New Key. Essays in Social Theory and Aesthetics <\/em>(Springer 2022), <em>Cultura, Est\u00e9tica, e Teoria da A\u00e7\u00e3o.&nbsp;Um Tributo a Talcott Parsons <\/em>(Imprensa de Ci\u00eancias Sociais 2021) e la curatela di <em>The Rolling Stones: Sociological Perspectives <\/em>(Lexington 2013). Ha inoltre curato, insieme ad Alan Scott, l\u2019edizione inglese del saggio di Simmel su Rembrandt (G. Simmel, <em>Rembrandt. An Essay in the Philosophy of Art<\/em>, Routledge 2005).<\/p>\n<\/details>\n\n\n\n<details class=\"wp-block-details is-layout-flow wp-block-details-is-layout-flow\"><summary><strong><a href=\"https:\/\/web.unica.it\/unica\/it\/ateneo_s07_ss01.page?contentId=SHD30941\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/web.unica.it\/unica\/it\/ateneo_s07_ss01.page?contentId=SHD30941\">Luca Vargiu<\/a><\/strong><\/summary>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Luca Vargiu \u00e8 professore di Estetica presso l\u2019Universit\u00e0 di Cagliari. I suoi interessi di ricerca riguardano le teorie medievali e contemporanee dell\u2019immagine, la riflessione teorica sulla storia dell\u2019arte, i rapporti tra estetica ed ermeneutica e la filosofia del paesaggio. Insieme a Federica Pau ha curato <em>Georg Simmel. Variazioni estetiche <\/em>(Meltemi 2024) e, insieme Kre\u0161imir Purgar, <em>Studiare le immagini. Teorie, concetti, metodi <\/em>(Carocci 2023). \u00c8 inoltre autore di <em>Insularit\u00e0. Una metafora per l\u2019opera d\u2019arte <\/em>(Mimesis 2020). <\/p>\n<\/details>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1896 Georg Simmel pubblica sulla rivista&nbsp;Die Zukunft,&nbsp;influente settimanale politico e letterario diretto dal giornalista, attore e intellettuale radicale Maximilian&hellip;<\/p>\n<p><a class=\"btn btn-dark btn-sm unipi-read-more-link\" href=\"https:\/\/people.unipi.it\/vincenzo_mele\/laboratorio-di-estetica-sociologica\/\">Leggi tutto&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":235,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-219","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"featured_image_src":null,"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Laboratorio di Estetica sociologica (SocaestLab) - 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