{"id":245,"date":"2025-06-06T10:43:52","date_gmt":"2025-06-06T08:43:52","guid":{"rendered":"https:\/\/people.unipi.it\/ugo_borello\/?page_id=245"},"modified":"2025-06-06T15:44:19","modified_gmt":"2025-06-06T13:44:19","slug":"history-of-science","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/people.unipi.it\/ugo_borello\/history-of-science\/","title":{"rendered":"History of Science"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>LA MEMORIA DEL FUTURO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giuseppe Levi, scienziato e mentore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Forse proprio in momenti storici difficili come quello che stiamo vivendo, sentiamo l\u2019esigenza di guardare al passato per proiettarci nel futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Incontro recentemente a casa sua a Ivrea il professor Antonio Barasa, allievo di Giuseppe Levi.&nbsp;Egli ricorda con me, mostrandomi un\u2019enorme quantit\u00e0 di documenti, il suo Maestro. Mi mostra le bozze del suo lavoro sulla grandezza dei neuroni corticali corrette da Levi gi\u00e0 ottantacinquenne e mi racconta che ogni volta che Levi parla di scienza i suoi occhi si illuminavano, probabilmente di quella stessa luce che vedo negli occhi del suo allievo mentre parla con me. Mi racconta che Levi era&nbsp;fortemente&nbsp;convinto, ripetendo le parole di un altro grande scienziato del tempo, Santiago Ramon y Cajal, che la qualit\u00e0 di un Maestro \u201cnon consiste nel formare dei discepoli che lo seguano ma nel formare dei saggi che lo superino\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cominciamo a sfogliare assieme il suo vasto archivio e ricordiamo una storia che per me va raccontata.<\/p>\n\n\n\n<p>Era il 1861 e veniva proclamato il Regno d\u2019Italia e Torino ne diventava la capitale.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio quell\u2019anno il ministro De Sanctis chiama a Torino il&nbsp;fisiologo&nbsp;sperimentale olandese Jacob Moleschott; era appena entrata in vigore la legge Caselli. L\u2019intento del ministro Caselli era quello di arricchire con l\u2019influsso delle correnti di pensiero europeo la cultura fortemente positivista di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8, infatti, il periodo storico in cui in Europa si stanno costruendo le basi della Biologia moderna. In Germania si formula la teoria cellulare, in Moravia Gregor Mendel getta le basi della genetica classica e in Inghilterra Darwin pubblica la teoria dell\u2019evoluzione. Bisogner\u00e0 aspettare il secolo successivo perch\u00e9 queste teorie si diffondano e si integrino assieme. Ma a Torino, come accennato, ci si \u00e8 preparati a raccogliere e discutere queste teorie rivoluzionarie. Nel 1871, infatti, viene pubblicato \u2018The Descent of Man\u2019 di Charles Darwin e gi\u00e0 lo stesso anno, Michele Lessona ordinario di Zoologia a Torino, traduce il testo di Darwin in italiano. Ma questo \u00e8 solo l\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 dal 1864 Torino non \u00e8 pi\u00f9 la capitale del Regno d\u2019Italia ma non perde il suo ruolo di punto di riferimento del progresso scientifico del neonato Regno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1884 Torino ospita l\u2019Esposizione Nazionale e in quell\u2019occasione si d\u00e0 inizio al progetto di costruzione della \u201ccitt\u00e0 della scienza\u201d che sorger\u00e0 proprio davanti al parco del Valentino, dove si svolgeva l\u2019Esposizione Nazionale. Il progetto degli edifici della citt\u00e0 della scienza \u00e8 affidato a Leopoldo Mansueti che ripropone qui la struttura architettonica di quello che sar\u00e0 un altro tempio della Scienza, gli edifici dell\u2019Universit\u00e0 a Roma in via Panisperna.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno di questi edifici della \u201ccitt\u00e0 della scienza\u201d ospita a partire dal 1898 l\u2019Istituto di Anatomia Umana.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ingegner Mansueti forse aggiunge un ingrediente particolare alle strutture architettonicamente simili che costruisce a Roma e a Torino. La storia dei \u201cragazzi di via Panisperna\u201d \u00e8 nota a tutti ma forse non tutti sanno che qui a Torino si formano,&nbsp;sotto la guida di un mentore e scienziato illuminato, ben&nbsp;tre premi Nobel.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non avete ancora perso la pazienza ecco la storia in breve.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1919 Giuseppe Levi assume la direzione dell\u2019Istituto di Anatomia Umana, gi\u00e0 diretto da eminenti anatomisti. Presto si rivela una personalit\u00e0 di spicco in ambito nazionale e internazionale. La sua produzione scientifica comprende 250 pubblicazioni in un periodo di attivit\u00e0 di 67 anni. Ricerca in vari settori dell\u2019istologia e della citologia del sistema nervoso e formula la cosiddetta Legge di Levi che correla la dimensione delle cellule con la mole dell\u2019organismo. Ma soprattutto \u00e8 un pioniere nella coltivazione di cellule e tessuti viventi&nbsp;<em>in vitro<\/em>&nbsp;e nella loro osservazione microcinematografica. Introduce per primo in Italia queste tecniche, innescando un importante cambiamento di paradigma metodologico in Biologia e Medicina.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle poche copie ancora rimaste della monumentale monografia di Levi sui gangli spinali \u00e8 in possesso della sezione di Anatomia Umana della Biblioteca di Medicina e Farmacia dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa. Per rendere accessibile a tutti questo testo storico e per rendere omaggio a un grande scienziato, Massimiliano Bertelli e Silvia Berti dell\u2019Ufficio Digitalizzazione del Sistema Bibliotecario di Ateneo, su proposta di Livia Iannucci, hanno digitalizzato il contenuto di questa monografia, accessibile a questo&nbsp;<a href=\"https:\/\/sbart-unipi.alma.exlibrisgroup.com\/discovery\/delivery\/39SBART_UPI:39UPI_V2\/12224316290003298?lang=it&amp;viewerServiceCode=DigitalViewer\">link<\/a>. Anche i non addetti ai lavori, potranno apprezzare le magnifiche tavole istologiche a corredo del testo.<\/p>\n\n\n\n<p>Levi anticipa un altro cambiamento di paradigma che negli anni \u201960 dar\u00e0 avvio alla cosiddetta Biologia dei Sistemi. Per Levi \u201cvita significa complessa organizzazione inter- e intramolecolare\u201d, in altre parole \u201cla vita non \u00e8 legata ad una sostanza speciale, e non \u00e8 una reazione speciale, ma \u00e8 un gran sistema di processi e di sostanze che non possono essere dissociate\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, studia a fondo il fenomeno dell\u2019invecchiamento e arriva alla conclusione che non si tratti di una patologia: l\u2019invecchiamento \u201c\u00e8 inerente alle propriet\u00e0 biologiche essenziali degli organismi\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante fosse una persona molto schiva, come la maggior parte dei veri scienziati, sappiamo molto della sua vita privata. Sua figlia, Natalia Ginzburg, racconta la vita della famiglia Levi in un bestseller, \u201cLessico famigliare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Levi precorre i tempi anche nel campo della didattica. Nel 1927 pubblica la prima edizione del suo Trattato di Istologia. Un libro rivoluzionario; l\u2019intento di Levi era quello di stimolare il ragionamento critico degli studenti presentando non solo nozioni ma anche dati sperimentali per preparare le menti degli studenti alle sfide del futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Non meraviglia quindi che Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco e Salvador Luria che lavorano quasi nello stesso periodo nel suo laboratorio saranno poi insigniti con il premio Nobel.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo studente che si laurea con Salvador Luria, che si era trasferito in America con l\u2019aiuto di Enrico Fermi, \u00e8 James Watson\u2026 quello della struttura del DNA! Una nuova rivoluzione in Biologia \u00e8 in preparazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Parlando di Levi, passato, presente e futuro si mescolano. Ma il riflesso del sole al tramonto sulle montagne innevate davanti a noi mi ricorda che si \u00e8 fatto tardi: devo lasciare Ivrea e salutare Barasa per tornare a Pisa.A proposito, Ivrea e la famiglia Levi sono legati dal matrimonio della figlia di Levi, Paola, con Adriano Olivetti, un\u2019altra figura di spicco dell\u2019Italia degli inizi del secolo scorso\u2026 ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA MEMORIA DEL FUTURO Giuseppe Levi, scienziato e mentore Forse proprio in momenti storici difficili come quello che stiamo vivendo, sentiamo l\u2019esigenza di guardare al passato per proiettarci nel futuro. 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