{"id":979,"date":"2020-12-21T16:56:12","date_gmt":"2020-12-21T15:56:12","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unipi.it\/tommaso_luzzati\/?p=979"},"modified":"2020-12-21T16:58:08","modified_gmt":"2020-12-21T15:58:08","slug":"recensione-di-a-g-di-mobilita-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.unipi.it\/tommaso_luzzati\/recensione-di-a-g-di-mobilita-sostenibile\/","title":{"rendered":"Recensione di A.G. di &#8220;Mobilit\u00e0 Sostenibile&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Libro: Mobilit\u00e0 sostenibile di S.Maggi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il libro \u00e8 incentrato sulla mobilit\u00e0 urbana, perch\u00e9 nelle citt\u00e0, dove ormai vive gran parte della popolazione mondiale, \u00e8 il problema pi\u00f9 sentito e pi\u00f9 urgente da risolvere. Ma il tema \u00e8 comunque planetario, poich\u00e9 il modello di ipermobilit\u00e0,  che consiste nel muoverci sempre di pi\u00f9 con tutti i mezzi, tende a  propagarsi a livello globale sia per le persone sia per le merci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019autore del libro ci vuole trasmettere che la strada deve garantire \nla sicurezza ai propri utenti e in particolare modo ai pedoni e ai \nciclisti, i quali ne sono diventati utenti deboli. Infatti i mezzi a \nmotore, che hanno permesso di muoversi liberamente e di acquisire un \nbenessere diffuso, sono ormai onnipresenti, tanto da rendere necessaria \nuna limitazione dell\u2019accesso nei centri storici, nei lungomare e sulle \nstrade di montagna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stefano Maggi \u00e8 stato assessore alla Mobilit\u00e0 per un\u2019intera \nlegislatura al Comune di Siena e ha passato cinque anni a difendere \nl\u2019unica corsia preferenziale per autobus esistente nella citt\u00e0, dovendo \nrispondere a interrogazioni in consiglio comunale, ad articoli sui \ngiornali, a riunioni pubbliche, perch\u00e9 \u00e8 convinzione diffusa che se il \nbus viaggia in una strada, ci debba viaggiare anche l\u2019automobile, ma in \nrealt\u00e0 l\u2019autobus svolge un servizio pubblico mentre le auto private \nrispondono ad un\u2019esigenza individuale e quindi vanno considerate meno \nimportanti dei mezzi ad uso collettivo. Maggi, per\u00f2, nel periodo da \nassessore ha compreso quanto sia difficile attuare interventi allo scopo\n di ridurre il traffico e la sosta, a causa di una forte opposizione \ndelle persone, gran parte delle quali non ha compreso il problema, \npoich\u00e9 ognuno vede soltanto il suo piccolo interesse individuale. \nL\u2019autore, infatti, muove una critica verso questo tipo di persone, per \nle quali l\u2019importante \u00e8 poter posteggiare la macchina sotto casa o poter\n circolare liberamente in moto o ciclomotore, senza alcuna \nconsiderazione per gli altri, come ad esempio per chi cammina. E per \nquesto motivo, sono fortemente avversati sia gli interventi per limitare\n o far pagare i posteggi, sia le pedonalizzazioni finalizzate a farci \ncamminare in sicurezza, senza rischiare di essere investiti e senza \nrespirare i gas di scarico. Non siamo dunque consapevoli dei problemi \ndella circolazione di auto e moto, sopratutto relativi alla salute, come\n i decessi prematuri per le polveri sottili e le morti provocate dagli \nincidenti stradali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La strada, in passato, era un luogo di passaggio, ma era anche un  luogo di tutti, dove si poteva giocare, parlare, passeggiare e quindi  svolgeva un ruolo di socializzazione. Per\u00f2 dalla met\u00e0 degli anni \u201950, la crescita economica port\u00f2 una prima  diffusione del benessere e del consumismo, con i fenomeni pi\u00f9 evidenti  che riguardavano l\u2019acquisto dell\u2019automobile e degli elettrodomestici, il  possesso di un veicolo pi\u00f9 o meno costoso divent\u00f2 da l\u00ec a poco un  elemento determinante per lo status sociale. L\u2019incremento della mobilit\u00e0  avvi\u00f2 una vera e propria unificazione della societ\u00e0 nazionale,  uniformando la lingua, i costumi e la mentalit\u00e0 delle nuove generazioni,  questo effetto sociale di straordinaria portata \u00e8 rimasto visibile per  tutto il resto del Novecento, ma tutto ci\u00f2 ebbe come conseguenza che si  pot\u00e8 notare una netta distinzione tra le generazioni nate prima della  diffusione delle auto, che si muovevano molto meno e in maniera pi\u00f9  sostenibile per l\u2019ambiente, rispetto alle persone nate dopo che, invece,  si muovono molto di pi\u00f9 e provocando gravi danni al sistema sociale ed  ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste differenze si possono notare anche nell\u2019aspetto architettonico\n dei centri urbani e nella localizzazione residenziale della \npopolazione; la necessit\u00e0 di box e garage ha sviluppato gli insediamenti\n residenziali nelle periferie e la nascita di centri di consumo, quali \nsupermercati, intrattenimenti, centri di servizi che vengono localizzati\n in grandi strutture all\u2019esterno dell\u2019area urbana e dotati di parcheggi \nmolto capienti. Questo processo ha avuto una sorta di autopropulsione, \nche ha portato alla continua riduzione dei contatti sociali nel luogo di\n residenza e al corrispondente incremento della domanda di trasporto. I \ngiovani hanno iniziato a spostarsi costantemente dalle proprie dimore \nper lavoro o per diletto, senza vivere dove risiedono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La motorizzazione ha dato una nuova dimensione alla vita, fornendo un\n trasporto libero, non subordinato agli orari imposti da altri, ma \nprincipalmente ha mutato i costumi e ha consentito di superare in \nmaniera definitiva quella chiusura delle campagne che il treno non aveva\n mai potuto sconfiggere del tutto, concludendo la storica diatriba fra \nla citt\u00e0 e il suo contado.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019avvento dell\u2019automobile ha fatto si che molti italiani \ncominciassero a spostarsi non solo per lavoro, ma anche alla scoperta \ndella penisola e delle localit\u00e0 di villeggiatura. Si \u00e8 trattato in gran \nparte di traffico aggiunto, cio\u00e8 di viaggi che non avrebbero avuto \nragione di esistere se non si fosse posseduta un\u2019autovettura. La \nmassificazione degli spostamenti da un luogo all\u2019altro, per \npendolarismo, turismo, tempo libero, ha creato un continuo incremento \ndel traffico, prima stradale e poi aereo, con il conseguente aumento \ndell\u2019inquinamento, questo vale sia per il trasporto passeggeri sia per \nle merci. Questi sviluppi, forse positivi per l\u2019economia, ma di sicuro \ndannosi per l\u2019ambiente, hanno fatto emergere la necessit\u00e0 di costruire \nuna mobilit\u00e0 pi\u00f9 sostenibile, come un aspetto del tema generale dello \nsviluppo sostenibile, dal punto di vista economico, sociale e \nambientale. Cio\u00e8 uno sviluppo intergenerazionale in grado di rispondere \nalle necessit\u00e0 del presente, senza compromettere la salute e le \npossibilit\u00e0 per le generazioni future di fare altrettanto. Lo sviluppo \nsostenibile abbinato alla continua crescita demografica \u00e8 diventato una \nquestione fondamentale per la vivibilit\u00e0 del pianeta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per non lasciare soltanto macerie ambientali a figli e nipoti, \noccorre un nuovo modello di societ\u00e0, che consumi di meno, che riutilizzi\n di pi\u00f9, che smetta di sprecare risorse in una parte del pianeta, mentre\n un\u2019altra parte soffre la fame e la sete. Nuovi modelli occorrono anche \nnella mobilit\u00e0, da migliorare con sviluppi tecnologici e con la \npromozione di strategie di comunicazione e di educazione su come \nmuoversi meglio. Un esempio \u00e8 rappresentato dall\u2019espansione degli \nspostamenti via aereo che hanno comportato un notevole incremento delle \nemissioni e pertanto, si stanno progettando e sperimentando motori \nelettrici o ibridi per i velivoli, anche se al momento l\u2019unico modo per \nmitigare l\u2019impatto degli aerei sul clima sembra essere il sistema \ndell\u2019emission trading, cio\u00e8 il commercio delle emissioni di gas serra. \nIn pratica, si possono acquistare quote di emissione, pagando chi riduce\n le emissioni stesse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il senso comune non ha compreso il problema automobile, forse perch\u00e9  il sistema economico e sociale \u00e8 ormai quasi interamente basato sugli  autoveicoli. Di conseguenza sembra che nessuno voglia limitare l\u2019uso dei  mezzi individuali a motore. Tutto questo, nonostante gli studiosi  sostengano da tempo che per arrivare a una mobilit\u00e0 meno inquinante  occorre favorire un riequilibrio a vantaggio dei mezzi con minore  impatto ecologico, facendo pagare a ciascun vettore i costi esterni  sostenuti dalla collettivit\u00e0 per consentire la sua circolazione.\u00a0Ma il problema \u00e8 che ogni impresa e ogni cittadino vede soltanto la  propria prospettiva di spedizione o di viaggio e quindi non si cura di  andare verso una visione complessiva ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una possibile soluzione riguarda la plurimodalit\u00e0 di trasporti  interconnessi che riducano il peso del trasporto su gomma il cui impatto  crea i maggiori ambientali e sociali. Bisogna perci\u00f2 passare ad un uso sempre maggiore di mezzi alternativi  all\u2019auto privata ma per far ci\u00f2 sono indispensabili tanti accorgimenti:  dalla regolarit\u00e0, velocit\u00e0 e intensit\u00e0 del servizio pubblico, alla  promozione economica, alla creazione di una rete pedonale e ciclabile  sicura. Tutto questo non certo con il presupposto di eliminare le auto,  bens\u00ec nella speranza di indurre a impiegare mezzi pubblici e mobilit\u00e0  attiva quando si pu\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il trasporto sostenibile si raggiunge quando le necessit\u00e0 di accesso \nper le persone a servizi e beni vengono soddisfatte senza produrre un \ndanno permanente all\u2019ambiente globale o ad ambienti locali, n\u00e9 \ndisuguaglianze sociali. Nel libro, Maggi riprende l\u2019enciclica di Papa \nFrancesco, il quale dice che la qualit\u00e0 della vita nelle citt\u00e0 \u00e8 legata \nin larga parte ai trasporti, che sono spesso causa di grandi sofferenze \nper gli abitanti, e propone quindi di dare priorit\u00e0 ai trasporti \npubblici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mobilit\u00e0 sostenibile consiste nel diminuire gli impatti \nambientali, sociali ed economici generati dai veicoli privati e dai modi\n di trasporto meno ecologici quali l\u2019inquinamento atmosferico ed \nemissioni di gas serra, l\u2019inquinamento acustico, la congestione \nstradale, l\u2019incidentalit\u00e0, il degrado urbano, per lo spazio occupato \ndagli autoveicoli a scapito dei pedoni e il consumo del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per fare ci\u00f2, sono state gi\u00e0 prese alcune innovazioni a livello \nurbano come lo sviluppo della mobilit\u00e0 pedonale, lo sviluppo della \nmobilit\u00e0 ciclabile, anche con esperienze di bike sharing, il \npotenziamento e razionalizzazione dei mezzi pubblici con politiche \nadeguate di comunicazione e di incentivo, le politiche di tariffazione e\n pedaggi per l\u2019accesso ai centri storici, la pianificazione della \nmobilit\u00e0 aziendale e territoriale e la gestione della domanda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ambito complessivo, la mobilit\u00e0 sostenibile abbraccia, quindi,  diversi obiettivi della sostenibilit\u00e0, ma sembra rimanere in ombra  rispetto ad altre tematiche, nonostante riguardi la vita di tutti, ogni  giorno. Infine, \u00e8 da tenere sempre presente che nei trasporti lavorano  molte persone e dunque un nuovo modello di mobilit\u00e0 sarebbe fortemente  avversato da tutti quelli che rischierebbero di perdere l\u2019impiego o  dovrebbero riconvertirsi, quindi non si pu\u00f2 fare altro che procedere per  piccoli passi. D\u2019altro canto creare aree di parcheggio significa continuare ad  incentivare l\u2019uso dell\u2019automobile, senza promuovere nuove forme di  mobilit\u00e0 e senza dedicarsi in maniera coerente e continua a ridurre  inquinamento e traffico. La soluzione per ridurre il traffico \u00e8 quella  di togliere i parcheggi, in modo da costringere a usare i mezzi pubblici  o la mobilit\u00e0 attiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mentalit\u00e0 comune di approccio alla problematica dei parcheggi va  verso tutt\u2019altro tipo di ragionamento: non ci sono spazi dove  posteggiare la macchina, quindi il Comune deve creare i parcheggi. \u00c8 da rilevare positivamente che recentemente \u00e8 entrato nel senso  comune il rapporto automobile-ecologia, consistente nel cambiamento dei  motori verso la propulsione elettrica o ibrida. Infatti al momento si  stanno producendo e reclamizzando senza sosta i Bev, cio\u00e8 gli  autoveicoli elettrici a batteria, e i monopattini elettrici che fanno  parte del nuovo settore della micromobilit\u00e0 giovanile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aumento della consapevolezza ha fatto si che le case  automobilistiche investissero sulla sicurezza, ma tale effetto ha avuto  un minor riscontro sulle strade, dove pedoni e ciclisti sono esposti ad  alti rischi causati dalla priorit\u00e0 accordata alle auto, infatti,  purtroppo, nella mentalit\u00e0 comune, continua a prevalere l\u2019attenzione ai  veicoli e alla loro circolazione, mentre il pedone non \u00e8 ancora oggetto  di adeguata tutela, e per alcuni rimane un disturbatore di auto, cos\u00ec  come il ciclista. Pi\u00f9 volte, per ridurre la quantit\u00e0 di emissioni e la quantit\u00e0 di  incidenti, si sono attuati i blocchi della circolazione, ma servono a  poco se realizzati saltuariamente, occorre invece renderli permanenti ed  estesi a tutto l\u2019ambito urbano, senza deroghe per i veicoli di nuova  immatricolazione con motore a combustione interna. Un esempio dell\u2019importanza di ridurre l\u2019inquinamento si pu\u00f2 trovare  anche nella pandemia che stiamo vivendo. Proprio a causa delle emissioni  e delle polveri sottili il Covid-19 potrebbe aver avuto  un\u2019accelerazione nella Pianura Padana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La situazione impone dunque interventi urgenti che riequilibrino i  modi di trasporto a favore della rotaia, che inquina molto meno,  sostenendo inoltre il trasporto collettivo e la mobilit\u00e0 attiva. Tra le soluzioni adottate, una molto importante \u00e8 la sharing  mobility, che \u00e8 un fenomeno socio-economico che investe il settore dei  trasporti tanto dal lato della domanda quanto dall\u2019offerta. Dal lato  della domanda, la Sharing mobility consiste in una generale  trasformazione del comportamento degli individui che tendono  progressivamente a preferire l\u2019accesso temporaneo ai servizi di mobilit\u00e0  piuttosto che utilizzare il proprio mezzo di trasporto. Dal lato  dell\u2019offerta, questo fenomeno consiste nell\u2019affermazione e diffusione di  servizi di mobilit\u00e0 che utilizzano le tecnologie digitali per  facilitare la condivisione di veicoli e\/o tragitti realizzando servizi  scalabili, interattivi e pi\u00f9 efficienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fanno parte di questa tipologia di intervento il car pooling, cio\u00e8 il\n viaggio insieme per andare al lavoro o a scuola o anche per \nturismo\/svago, e il car sharing, cio\u00e8 l\u2019organizzazione di un parco di \nautovetture delle quali si pu\u00f2 usufruire secondo le proprie necessit\u00e0, \ntramite il pagamento di una quota associativa e di una tariffa oraria o \nchilometrica rapportata all\u2019uso. Lo stesso principio del car sharing \nvale per lo scooter sharing e per le varie forme di bike sharing, che \nhanno di solito quote associative e abbonamenti che consentono vari \nviaggi al giorno. L\u2019obiettivo della sharing mobility, non \u00e8 tanto il \ntipo di motore usato quanto la diminuzione dei veicoli in sosta e in \ncircolazione, grazie alla condivisione del mezzo, si riscontra infatti \nun miglioramento della vita in citt\u00e0 se i veicoli vengono condivisi, \nriducendone il numero complessivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il cittadino, che comunque ha bisogno di una maggiore \ninformazione e anche di una formazione specifica, questo sistema \nconsente un risparmio importante sulle spese di mobilit\u00e0. Difficile dire\n quanto si risparmia, dato che dipende dai chilometri percorsi, dai tipi\n di tragitto, dagli orari di utilizzo, dal modello di veicolo, per\u00f2 il \nrisparmio c\u2019\u00e8 ed \u00e8 tangibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra soluzione \u00e8 il sistema di guida autonoma, costituito da un \npacchetto integrato di meccanismi automatizzati, che operano in maniera \nsinergica, grazie ai quali i movimenti dell\u2019automobile vengono condotti \nda dispositivi elettronici, interconnessi anche tra veicolo e apparati \nstradali, anzich\u00e9 dall\u2019uomo, ma rimane l\u2019uomo responsabile delle \nprestazioni del veicolo come operatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo quindi dire che per mobilit\u00e0 sostenibile si intende la \npedonalit\u00e0, la ciclabilit\u00e0, la demotorizzazione, l&#8217;uso del trasporto \npubblico e i motori a zero emissioni. Bisogna informare per costruire \nuna corretta consapevolezza nell\u2019ambito dei trasporti individuali e \ndelle politiche territoriali sulla mobilit\u00e0, che possono generare forti \nopposizioni alle indispensabili limitazioni della velocit\u00e0, della sosta e\n della circolazione, dovute all\u2019eccessiva presenza di veicoli a motore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel XXI secolo dovrebbero essere completati i corridoi, cio\u00e8 i grandi  itinerari di passaggio, e ci si dovrebbe dedicare per il resto alle  manutenzioni di ponti, gallerie, asfalto, incentivando la  demotorizzazione e la conversione verso i veicoli con motori a zero  emissioni. Manca una policy nazionale della mobilit\u00e0, per cui si procede in  ordine sparso, sebbene si siano registrati progressi non da poco negli  ultimi due decenni, lo stesso vale per le policy a livello europeo. Soltanto di recente la politica comunitaria si \u00e8 rivolta alla  sostenibilit\u00e0 e dunque a risolvere i principali problemi del settore  quali la congestione, soprattutto stradale e aerea, la  decarbonizzazione, il miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019aria, con  l\u2019obiettivo di ridurre entro il 2050 le emissioni dei trasporti del 60%  rispetto ai livelli del 1990, ivi compresa la diminuzione delle polveri  sottili, e\u00a0 la modernizzazione delle infrastrutture.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pandemia mondiale da Covid-19, ha rappresentato un vero e proprio  stacco nel settore della mobilit\u00e0, perch\u00e9 ha introdotto un inedito  blocco nei movimenti delle persone e in parte delle merci, quindi ha  fermato il traffico e ha frenato l\u2019inquinamento da questo causato. Si \u00e8  interrotta la presenza fisica a scuola, si sono chiuse quasi  completamente le fabbriche, si \u00e8 trasferita online l\u2019attivit\u00e0 di molti  uffici, si sono ridotti al minimo i trasporti a lunga percorrenza,  compresi quelli aerei. Dall\u2019emergenza \u00e8 scaturito un modello di vita  diverso da quello dell\u2019ipermobilit\u00e0 cui da tempo ci eravamo abituati. Le immagini dai satelliti ci hanno offerto la percezione di un mondo  pi\u00f9 pulito, mentre si \u00e8 ridotta ai minimi termini l\u2019emissione di polveri  sottili, soprattutto il particolato considerati i suoi effetti, sia  come elemento che indebolisce le difese dell\u2019individuo, sia come veicolo  di trasmissione del virus.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa occorre nel settore della mobilit\u00e0 per muoversi meglio nel XXI secolo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorrono tanti cambiamenti sociali e tecnologici, \u00e8 necessaria \nun\u2019attenzione alla salute molto maggiore, probabilmente dovremo \nritornare un po\u2019 sui nostri passi e riflettere sulla necessit\u00e0 di una \nrieducazione civica. Per ottenere un miglioramento nella qualit\u00e0 della \nvita, in particolare nelle citt\u00e0, bisogna che la mobilit\u00e0 attiva e la \nmobilit\u00e0 collettiva trovino spazio e siano incentivate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci vuole un governo nazionale, coordinato anche a livello \ninternazionale, in grado di dettare la via da seguire, perch\u00e9 al momento\n ben pochi hanno chiara la questione, che passa anche per una educazione\n alla mobilit\u00e0, al fine di insegnare a tutti come muoversi meglio, e per\n una cultura della mobilit\u00e0 in grado di far recepire all\u2019opinione \npubblica gli interventi indispensabili e gli atteggiamenti corretti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Libro: Mobilit\u00e0 sostenibile di S.Maggi Il libro \u00e8 incentrato sulla mobilit\u00e0 urbana, perch\u00e9 nelle citt\u00e0, dove ormai vive gran parte della popolazione mondiale, \u00e8 il problema pi\u00f9 sentito e pi\u00f9 urgente da risolvere. 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