{"id":369,"date":"2017-10-06T13:16:40","date_gmt":"2017-10-06T11:16:40","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unipi.it\/tommaso_luzzati\/?page_id=369"},"modified":"2017-10-06T13:23:53","modified_gmt":"2017-10-06T11:23:53","slug":"programma-bioeconomico-minimale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/people.unipi.it\/tommaso_luzzati\/economia-ambiente-e-politiche-ambientali\/programma-bioeconomico-minimale\/","title":{"rendered":"Programma bioeconomico minimale, Georgescu Roegen"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\">Nicholas GEORGESCU ROEGEN<\/div>\n<div align=\"center\">ENERGIA E MITI ECONOMICI, 1982, Boringhieri, Torino<br \/>\n(edizione originale 1976)<\/div>\n<div align=\"center\">Estratto<b> <\/b>pp. 73-75<\/div>\n<p>[&#8230;]<b><br \/>\n<\/b><\/p>\n<div align=\"justify\">Un&#8217;economia basata essenzialmente sul flusso di energia solare eliminer\u00e0 anche il monopolio della generazione presente sulle future (1). Questo non avverr\u00e0 completamente, perch\u00e9 anche un&#8217;economia del genere dovr\u00e0 attingere al patrimonio terrestre, soprattutto per quanto riguarda i materiali(2): si tratta di rendere minore possibile il consumo di tali risorse critiche (3). Le innovazioni tecnologiche avranno certamente un peso in tale direzione (4)<\/div>\n<div align=\"justify\"><b>Ma \u00e8 l&#8217;ora di smettere di insistere esclusivamente &#8211; come a quanto pare hanno fatto finora tutte le piattaforme &#8211; su un aumento dell&#8217;offerta. Anche la domanda pu\u00f2 svolgere un compito, in ultima analisi perfino maggiore e pi\u00f9 efficiente (5). <\/b><b>Sarebbe sciocco proporre di rinunciare completamente alle comodit\u00e0 industriali dell&#8217;evoluzione esosomatica (6).<br \/>\n<\/b> Il genere umano non torner\u00e0 alla caverna o, meglio, all&#8217;albero. <b>Ma in un programma bioeconomico minimale si possono includere alcuni punti.<\/b><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p><b>Primo<\/b>, la produzione di tutti i mezzi bellici, non solo la guerra, dovrebbe essere completamente proibita<b>.<\/b> \u00c8 assolutamente assurdo (e ipocrita) continuare a coltivare tabacco se per ammissione generale nessuno intende fumare. <b>Le nazioni cos\u00ec sviluppate da essere le maggiori produttrici di armamenti dovrebbero riuscire senza difficolt\u00e0 a raggiungere un accordo su questa proibizione se, come sostengono (7), hanno abbastanza saggezza da guidare il genere umano.<\/b> L&#8217;interruzione della produzione di tutti i mezzi bellici non solo eliminerebbe almeno le uccisioni di massa con armi sofisticate, ma renderebbe anche disponibili forze immensamente produttive senza far abbassare il tenore di vita nei paesi corrispondenti.<b> Secondo<\/b>, utilizzando queste forze produttive e con ulteriori misure ben pianificate e franche, bisogna <b>aiutare le nazioni in via di sviluppo ad arrivare il pi\u00f9 velocemente possibile a un tenore di vita buono (non lussuoso)<\/b>. Tanto i paesi ricchi quanto quelli poveri devono effettivamente partecipare agli sforzi richiesti da questa trasformazione e accettare la necessit\u00e0 di un cambiamento radicale nelle loro visioni polarizzate della vita.<b>Terzo<\/b>, il genere umano dovrebbe gradualmente, ridurre la propria popolazione portandola a un livello in cui l\u2019alimentazione possa essere adeguatamente fornita dalla sola agricoltura organica. Naturalmente le nazioni che adesso hanno un notevole tasso di sviluppo demografico dovranno impegnarsi duramente per raggiungere risultati in tal senso il pi\u00f9 rapidamente possibile.<\/p>\n<p><b>Quarto<\/b>, finch\u00e9 l&#8217;uso diretto dell&#8217;energia solare non diventa un bene generale o non si ottiene la fusione controllata, ogni spreco di energia per surriscaldamento, superraffreddamento, superaccelerazione, superilluminazione ecc. dovrebbe essere attentamente evitato e, se necessario, rigidamente regolamentato.<\/p>\n<p><b>Quinto<\/b>, dobbiamo <b>curarci dalla passione morbosa <\/b>per i congegni stravaganti, splendidamente illustrata da un oggetto contraddittorio come l&#8217;automobilina per il golf, e per splendori pachidermici come le automobili che non entrano nel garage. Se ci riusciremo, i costruttori smetteranno di produrre simili &#8220;beni&#8221;.<\/p>\n<p><b>Sesto<\/b>, dobbiamo liberarci anche della moda, quella &#8220;malattia della mente umana&#8221;, come la chiam\u00f2 l&#8217;abate Fernando Galiani nel suo famoso Della moneta (1750). \u00c8 veramente una malattia della mente gettar via una giacca o un mobile quando possono ancora servire al loro scopo specifico. Acquistare una macchina &#8220;nuova&#8221; ogni anno e arredare la casa ogni due \u00e8 un crimine bioeconomico. Altri autori hanno gi\u00e0 proposto di fabbricare gli oggetti in modo che durino pi\u00f9 a lungo (per esempio, Hibbard, 1968, p. 146). Ma \u00e8 ancor pi\u00f9 importante che<b> i consumatori si rieduchino da s\u00e9 cos\u00ec da disprezzare la moda. I produttori dovrebbero allora concentrarsi sulla durabilit\u00e0.<\/b><\/p>\n<p><b> Settimo<\/b> (strettamente collegato al punto precedente), i beni devono essere resi pi\u00f9 <b>durevoli <\/b>tramite una progettazione che consenta poi di <b>ripararli. <\/b>(Per fare un esempio pratico, al giorno d&#8217;oggi molte volte dobbiamo buttar via un paio di scarpe solo perch\u00e9 si \u00e8 rotto un laccio.)<\/p>\n<p><b> Ottavo <\/b>(in assoluta armonia con tutte le considerazioni precedenti), dovremmo curarci per liberarci di quella che chiamo &#8220;<b>la circumdrome del rasoio&#8221;, che consiste nel radersi pi\u00f9 in fretta per aver pi\u00f9 tempo per lavorare a una macchina che rada pi\u00f9 in fretta per poi aver pi\u00f9 tempo per lavorare a una macchina che rada ancora pi\u00f9 in fretta, e tosi via, ad infinitum. <\/b>Questo cambiamento richieder\u00e0 un gran numero di ripudi da parte di tutti quegli ambienti professionali che hanno attirato l&#8217;uomo in questa vuota regressione senza limiti. Dobbiamo renderci conto che un prerequisito importante per <b>una buona vita \u00e8 una quantit\u00e0 considerevole di tempo libero trascorso in modo intelligente.<\/b><\/p>\n<p><b> Esaminate su carta, in astratto, queste esortazioni sembrerebbero,<\/b> nel loro insieme, <b>ragionevoli <\/b>a chiunque fosse <b>disposto <\/b>a esaminare la logica su cui poggiano. Ma da quando ho cominciato a interessarmi della natura antropica del processo economico, non riesco a liberarmi di un&#8217;idea:<b> \u00e8 disposto il genere umano a prendere in considerazione un programma che implichi una limitazione della sua assuefazione alle comodit\u00e0 esosomatiche?<\/b> Forse il destino dell&#8217;uomo \u00e8 quello di avere una vita breve, ma ardente, eccitante e stravagante piuttosto che un&#8217;esistenza lunga, monotona e vegetativa. Siano le altre specie &#8211; <b>le amebe<\/b>, per esempio &#8211; che non hanno ambizioni spirituali, a ereditare una Terra ancora immersa in un oceano di luce solare.(8)<\/p>\n<p><small><br \/>\nLETTURA DEL TESTO e NOTE di Tommaso Luzzati<br \/>\n<b>(1) Georgescu Roegen sostiene lo sviluppo del &#8220;solare&#8221;, anche se presto si rende conto che le energie rinnovabili rischiano in realt\u00e0 di essere &#8220;parassite&#8221; dell&#8217;energia fossile<\/b><br \/>\n(2) non dobbiamo illuderci: per Georgescu anche la materia e&#8217; importante. Secondo G.R. anche la materia come l&#8217;energia si degrada irreversibilmente. L&#8217;importanza che GR attribuisce a questo aspetto \u00e8 tale che lo esprime (esagerando, come e&#8217; stato chiarito nel corso della controversia ne \u00e8 nata) sotto forma di &#8220;quarta legge della termodinamica&#8221;. Senza dubbio, il processo economico degrada la materia: preleva materia utile e la restituisce all&#8217;ambiente sotto forma di rifiuti.<br \/>\n(3) l&#8217;attualit\u00e0 del pensiero di GR: \u00a0necessit\u00e0 di DEMATERIALIZZARE i consumi totali di materia (non quelli per unit\u00e0 di PIL o procapite o altro). Sulla dematerializzazione v.<span style=\"font-family: Book Antiqua;font-size: small\"><i> Economia, ecologia, politica. Rendere sostenibile il libero mercato attraverso la diminuzione delle materie<\/i> di Friedrich Hinterberger, Fred Luks, Marcus Stewen, Edizioni Ambiente 1999, \u00a0<i>Fattore 4 come ridurre l&#8217;impatto ambientale moltiplicando per quattro l&#8217;efficienza della produzione<\/i> di E. U. von Weizs\u00e4cker, A. B. Lovins, L. H. Lovins<\/span><br \/>\n(4) GR crede nello sviluppo della tecnologia!<br \/>\n(5) v. attuale dibattito su energia: \u00e8 l&#8217;offerta inadeguata rispetto alla domanda, dicono tutti. \u00a0(a) Non potrebbe essere che la domanda \u00e8 troppo elevata per le capacit\u00e0 di carico del pianeta? (b) Un aumento di offerta riuscirebbe a risolvere i problemi? Ovviamente NO se l&#8217;aumento dell&#8217;offerta conducesse ad un aumento della domanda!<br \/>\n(6) GR non rifiuta il progresso!<br \/>\n(7) sarcasmo?<br \/>\n(8) Anche qui la polemica e il paradosso: l&#8217;uomo, essere pensante, non riesce a rinunciare a nessuna delle sue comodit\u00e0 esosomatiche (esterne al corpo), nemmeno a quelle che non ne accrescono nemmeno il benessere. L&#8217;essere pensante non si rende conto che cos\u00ec facendo accelera la data della sua estinzione.<\/small><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nicholas GEORGESCU ROEGEN ENERGIA E MITI ECONOMICI, 1982, Boringhieri, Torino (edizione originale 1976) Estratto pp. 73-75 [&#8230;] Un&#8217;economia basata essenzialmente sul flusso di energia solare eliminer\u00e0 anche il monopolio della generazione presente sulle future (1). 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