{"id":48,"date":"2016-06-09T22:52:07","date_gmt":"2016-06-09T20:52:07","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unipi.it\/pierluigi_consorti\/?p=48"},"modified":"2016-11-15T20:21:44","modified_gmt":"2016-11-15T19:21:44","slug":"un-dipartimento-plurale-e-articolato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.unipi.it\/pierluigi_consorti\/un-dipartimento-plurale-e-articolato\/","title":{"rendered":"Un Dipartimento plurale e articolato"},"content":{"rendered":"<p>UN DIPARTIMENTO PLURALE E ARTICOLATO<br \/>\nLe elezioni del direttore del Dipartimento sono un momento di democrazia che caratterizza la vita universitaria; sono anche un\u2019opportunit\u00e0 per maturare una riflessione di pi\u00f9 ampio respiro, sganciata dalle pur necessarie scadenze burocratiche. Ho gi\u00e0 avuto occasione di ringraziare chi ci ha guidato fin qui permettendoci di affrontare un contesto molto cambiato rispetto al passato, e ho anche gi\u00e0 avuto occasione di sottolineare che la mia disponibilit\u00e0 a svolgere il ruolo di direttore del Dipartimento si caratterizza principalmente per la scelta di un metodo di lavoro condiviso e plurale. Non immagino la direzione del Dipartimento come la carica di \u201cun uomo al comando\u201d che fa convergere gli altri verso il suo programma: al contrario penso ad un ruolo di coordinamento partecipato dei bisogni e delle aspettative di ciascuno. Sono convinto che l\u2019Universit\u00e0 sia una comunit\u00e0, formata da persone che a diverso titolo la vivono: innanzitutto gli studenti \u2013 che devono essere aiutati a vivere al suo interno per il tempo strettamente necessario alla loro formazione -, noi docenti\/ricercatori \u2013 che dobbiamo essere aiutati a svolgere nel modo migliore possibile entrambe le funzioni -, il personale amministrativo \u2013 che deve essere aiutato a sostenere con impegno costante gli uni e gli altri, collaborando nello svolgimento della comune funzione di crescita delle conoscenze.<br \/>\nPer questa ragione prima di preparare un \u201cprogramma\u201d ho voluto ascoltare tutti, senza distinzioni di ruoli e categorie, chiedendo collaborazione. Ho posto una domanda molto semplice: che cosa vi augurate per vivere meglio il vostro lavoro? Quale Dipartimento sognate?<br \/>\nDopo una prima riunione collettiva ho diffuso una sintesi delle diverse proposte e riflessioni emerse in quella sede. Altre suggestioni sono emerse in seguito, sia dai Colleghi sia dagli studenti, e ho perci\u00f2 pensato di predisporre questo testo, che spero possa essere ulteriormente arricchito con il contributo di coloro che vorranno partecipare a questo impegno.<\/p>\n<p>Innanzitutto le premesse:<br \/>\na) non possiamo limitarci a ripetere quello che abbiamo sempre fatto: dobbiamo avere il coraggio di innovare;<br \/>\nb) dobbiamo fissare le linee lungo le quali muovere i nostri passi nella consapevolezza di non avere interessi contrapposti da difendere gli uni contro gli altri;<br \/>\nc) il nostro scopo \u00e8 avere buoni studenti: i buoni studenti fanno buoni i professori; didattica e ricerca eccellenti si arricchiscono reciprocamente;<br \/>\nd) dobbiamo organizzare un progetto sistemico, che tenga unite didattica, ricerca e \u201cterza missione\u201d.<br \/>\nSono ben consapevole delle \u201cgabbie burocratiche\u201d che impediscono di fare \u201ctutto e subito\u201d. Non pretendo di portare a termine un lavoro complesso nello spazio di un quadriennio: ho piuttosto l\u2019ambizione di avviare un \u201ccantiere progettuale\u201d che metta in opera alcune sperimentazioni e che consenta di fare spazio al \u201cpossibile nel pi\u00f9 breve tempo possibile\u201d. Questo metodo potr\u00e0 innescare un meccanismo di non ritorno che consenta di far proseguire nel tempo quanto di buono riusciremo a cominciare e lasciare indietro quanto sar\u00e0 opportuno interrompere. Coordinare una comunit\u00e0 \u00e8 un servizio temporaneo: imprimere una direzione \u00e8 un esercizio collettivo. Credo di avere la capacit\u00e0 di ascolto e le competenze gestionali necessarie per avviare questo percorso.<br \/>\nIl punto di inizio della riflessione penso debba essere impostato muovendo dalla domanda formativa. Questo significa saper leggere il \u201cmondo studentesco\u201d che si iscrive ai nostri Corsi in funzione del \u201cmercato del lavoro\u201d di riferimento. Non possiamo ignorare che l\u2019iscrizione all\u2019Universit\u00e0 \u00e8 condizionata dal successivo sbocco lavorativo. In questo senso dobbiamo arricchire la vocazione di un Corso che fornisce una specifica dimensione culturale (quella giuridica) e al tempo stesso ha l\u2019ambizione di governare il cambiamento dello statuto del giurista.<\/p>\n<p>Sotto questo profilo alcuni dati di contesto possono aiutarci ad adottare le opportune misure di cambiamento [Attenzione ai dati: (a) accesso alla professione di Notaio = concorso annuale (in realt\u00e0 ogni due anni) ultimo (2016) 500 posti. Media dei posti 2011\/2016: 200 posti\/anno. (b) accesso alla magistratura = ca. 350 posti\/anno; (c) la libera professione \u00e8 pressoch\u00e9 bloccata]. Dobbiamo ovviamente tener conto del progressivo calo delle immatricolazioni, principalmente dovuto alla crisi del mercato legato alle tradizionali professioni forensi (oltre a questioni contingenti \u2013 specialmente logistiche \u2013 che spero si avviino a soluzione). Mi piacerebbe che il nostro Dipartimento potesse recuperare la posizione primaria che ha avuto a livello regionale giocando un ruolo centrale nel dibattito nazionale; penso che dovremmo diventare un punto di riferimento per ricchezza di idee e soluzioni didattiche e di ricerca che restituiscano prestigio e orgoglio a chi sceglie di studiare diritto a Pisa. Non \u00e8 vero che tutte le Universit\u00e0 sono uguali. Noi dovremmo caratterizzarci per essere un Dipartimento di giurisprudenza pi\u00f9 moderno e attrattivo di altri, parte di un Ateneo che ha una grande tradizione che siamo chiamati ad onorare e rinnovare. In questo senso penso al \u201cbrand jus unipi\u201d come un contenuto innovativo che restituisca alle nostre studentesse e ai nostri studenti un\u2019identit\u00e0 chiara: quella di persone che ci scelgono per ricevere una formazione eccellente e adeguata al contesto attuale.<br \/>\nQuesto significa contrarre un patto chiaro con i nostri iscritti. Noi chiediamo molto perch\u00e9 diamo molto. Dobbiamo perci\u00f2 innanzitutto garantire un periodo di studi sostenibile, facendo in modo che chi si immatricola possa laurearsi in cinque (o tre) anni (chi si laurea in tempo lavora subito \u2013 adesso solo il 25% degli iscritti si laurea in corso -; ai fini lavorativi \u00e8 pi\u00f9 importante laurearsi presto che non avere ottenuto un buon voto finale).<\/p>\n<p>Per raggiungere questo risultato dobbiamo essere consapevoli che:<br \/>\n*) la laurea \u00e8 un titolo utile per l\u2019inserimento lavorativo: i laureati lavorano pi\u00f9 dei non laureati, a cinque anni dalla LM in giurisprudenza l\u201985% dei laureati lavora stabilmente<br \/>\n*) la maggioranza dei nostri studenti non ha un curriculum di studi di base particolarmente eccellente. Il gruppo di coloro che hanno un voto di maturit\u00e0 fra 90 e 100 si attesta intorno al 20% (18,6% all\u2019ultima rilevazione: 2015), mentre coloro che hanno un voto fra 60 e 69 sono un po\u2019 di pi\u00f9 (24,2% nel 2015), il 51,8% ha preso un voto fra 70 e 90;<br \/>\n*) il 75% dei test di ingresso (per quel che valgono) sono insufficienti<br \/>\n*) al primo anno di Corso l\u2019inattivit\u00e0 raggiunge soglie del 50%<br \/>\n*) il 35% lascia il Corso dopo il primo anno<br \/>\n*) la media dei voti ottenuti \u00e8 25\/30<br \/>\n*) il 93,5% dei nostri laureati si dichiara soddisfatto (si iscriverebbe di nuovo a Pisa) e (a) il 23,8% lavora entro un anno dalla laurea in un settore congruente con gli studi svolti; (b) a cinque anni dalla laurea lavora l\u201985% dei laureati; (c) solo il 20% dei laureati dei laureati magistrali in giurisprudenza lavora nelle tre professioni forensi.<br \/>\nQuesti dati ci impongono di<br \/>\na) immaginare un pi\u00f9 efficace orientamento in entrata attraverso incontri nelle scuole superiori del \u201cbacino di utenza\u201d (non solo regionale: vedi i dati di ingresso) che diano puntuali informazioni sia sugli effettivi sbocchi lavorativi sia sulla specificit\u00e0 dell\u2019offerta pisana (questo significa valorizzare le differenze fra triennale e magistrale) anche avviando alcuni \u201cpercorsi-pilota\u201d nelle scuole superiori del bacino di utenza per orientare\/formare agli studi giuridici;<br \/>\nb) rendere pi\u00f9 chiari e trasparenti i test di ingresso. Questi non devono essere una \u201ctassa da pagare\u201d, ma un test effettivo in grado di restituire una valutazione il pi\u00f9 oggettiva possibile della affidabilit\u00e0 della scelta dei nostri percorsi formativi. Non uno sbarramento aprioristico e irrazionale, ma un indice di fattibilit\u00e0 esprimibile in pi\u00f9 fasce di risultato. Chi raggiunge la fascia pi\u00f9 bassa deve essere messo in allarme circa la sostenibilit\u00e0 del percorso che vuole intraprendere; chi raggiunge la fascia media deve poter trovare percorsi di base in grado di colmare alcune lacune (esempio: precorsi); chi raggiunge la fascia alta deve poter ragionevolmente contare sulle sue accertate potenzialit\u00e0;<br \/>\nc) offrire un tutorato personalizzato e continuo che dia indicazioni individuali sulla scansione temporale degli studi e sulla scelta dei Corsi opzionali, organizzando piani di studio personalizzati, che distinguano fra chi vuole una formazione culturale pi\u00f9 larga e chi cerca una formazione pi\u00f9 professionalizzante;<br \/>\nd) rivedere i tempi della didattica rendendoli congrui rispetto all\u2019apprendimento e alle forme di verifica, ripensando il rapporto ore di lezione \/CFU e articolandolo in funzione degli obiettivi dei singoli corsi<br \/>\ne) verificare i programmi degli insegnamenti, renderli congruenti fra loro e rispettosi del carico di CFU assegnati (attribuire efficaci compiti in questo senso alle Commissioni paritetiche dei Corsi di laurea), avviare forme di didattica sperimentale (vedi oltre), valorizzare la valutazione studentesca della qualit\u00e0 della didattica<br \/>\nf) rivedere gli insegnamenti del primo anno: immaginare percorsi seminariali di introduzione ai temi di base per favorire l\u2019apprendimento delle conoscenze e abilit\u00e0 propedeutiche alla crescita formativa<br \/>\ng) pensare a \u201cCorsi di recupero\u201d \u2013 specialmente con riferimento ai Corsi pi\u00f9 impegnativi, non solo dei primi anni;<br \/>\nh) immaginare un\u2019offerta pi\u00f9 ricca e razionale degli esami opzionali, sostenere percorsi seminariali articolandoli in modo attrattivo e funzionale all\u2019intero percorso di studio (attivazioni ad anni alterni di alcuni opzionali?, maggiore congruenza fra le offerte seminariali e la ricerca dipartimentale \u2013 ad esempio con i percorsi di dottorato; immaginare seminari connessi alle novit\u00e0 legislative, giurisprudenziali, eccetera)<br \/>\ni) offrire la possibilit\u00e0 realistica di apprendere una lingua straniera;<br \/>\nl) immaginare rapporti convenzionali stabili col mondo del lavoro che mettano in relazione dinamica domanda e offerta; farlo attraverso un collegamento continuo ed efficace, in primo luogo col servizio di job placement dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa (che gi\u00e0 esiste, ma non sfruttiamo adeguatamente)<br \/>\nm) consentire agli studenti di partecipare alle spin off giuridiche (jurap), avviare una legal clinic, verificare la fattibilit\u00e0 di altre forme di \u201cconto terzi\u201d (un \u201cnegozio giuridico Unipi\u201d) con il coinvolgimento degli studenti<br \/>\nn) garantire un\u2019efficace formazione post lauream sufficientemente diversificata:<br \/>\n1) master professionalizzanti [Bisogna cogliere l\u2019opportunit\u00e0 di attivare percorsi sinergici ed interdisciplinari, il pi\u00f9 possibile connessi con la domanda formativa professionalizzante, anche in funzione di convenzioni con stakeholder interessati ad una formazione giuridica di qualit\u00e0]<br \/>\n2) Scuola di specializzazione per le professioni legali [La Scuola di specializzazione per le professioni legali pu\u00f2 essere significativamente rilanciata, accrescendo ulteriormente la sua vocazione di strumento utile all\u2019accesso effettivo alle professioni legali, attivando forme di incentivazione all\u2019iscrizione e selezionando i docenti con criteri ancora pi\u00f9 fortemente connessi alle necessit\u00e0 professionali]<br \/>\n3) dottorato di ricerca<br \/>\no) rivedere l\u2019esame finale (non i soli criteri di valutazione) rendendolo pi\u00f9 flessibile in relazione allo sbocco lavorativo (diminuire la necessit\u00e0 della \u201ctesi di laurea\u201d tradizionale, predisporre altre possibili forme di \u201cesame finale\u201d \u2013 eventualmente collegate ad esperienze di tirocinio -, istituire forme efficaci di dissuasione dal plagio, individuare criteri oggettivi per la valutazione del \u201ccarico\u201d connesso alla prova finale).<br \/>\nOccorrer\u00e0 anche integrare di pi\u00f9 la formazione di base dei diversi percorsi di laurea con il post lauream e introdurre diversificazioni in termini di metodologia didattica (ad esempio, addestrando i docenti all\u2019uso della piattaforma moodle; integrando la didattica tradizionale frontale con altri strumenti; fornendo competenze per l\u2019interpretazione delle fonti, addestrando gli studenti all\u2019uso della biblioteca).<br \/>\nSar\u00e0 necessario coordinare di pi\u00f9 ed equilibrare le attivit\u00e0 didattiche svolte presso Corsi di studio afferenti ad altri Dipartimenti (specialmente Scienze politiche, Economia e management, Poli a Livorno, ecc\u2026), senza penalizzare il \u201cpeso\u201d di queste attivit\u00e0 di docenza rispetto a quelle svolte nei due percorsi LMG e DILPA.<\/p>\n<p><strong>La ricerca<br \/>\n<\/strong><br \/>\nInsistere sulla interdisciplinarit\u00e0 (non solo infragiuridica, ma anche con altre aree: ad es. informatica per il diritto della rete, medicina \u2026; privilegiare eventuali futuri PRA in chiave interdisciplinare) e la comunicazione: costruire reti. Questo potr\u00e0 produrre forme di valorizzazione della nostra ricerca confrontandola di pi\u00f9 fra noi (ad esempio: istituire un seminario periodico di Dipartimento sulla ricerca) e cercando di evidenziare temi di ricerca che possano contrassegnare l\u2019identit\u00e0 del nostro Dipartimento. Da un lato provare a sostenere progetti di ricerca interdisciplinari, dall\u2019altro inserire le singole iniziative che gi\u00e0 svolgiamo in un quadro pi\u00f9 coordinato (\u201cnon disperdere le nostre ricchezze\u201d). Rinnovare lo spessore della Scuola pisana valorizzando la nostra specificit\u00e0 rispetto alle altre aree di ricerca (es.: cicli seminariali \u201cI giuristi e gli altri\u201d)<br \/>\nRipensare il dottorato di ricerca rendendolo un percorso fruibile per il maggior numero possibile di studenti, valorizzare la presenza sinergica dei dottorandi delle diverse aree, impegnarli in attivit\u00e0 di ricerca con ricadute sulla didattica o la \u201cterza missione\u201d dipartimentale. Occorrer\u00e0 giungere in temi brevissimi alla definizione degli organi e del regolamento del Corso di dottorato, nel rispetto del vigente Regolamento di ateneo e in vista di una migliore definizione della sua identit\u00e0 in termini di individuazione dei temi di ricerca e del progetto culturale complessivo.<br \/>\nInternazionalizzazione<br \/>\nPrecisare gli aspetti connessi alla internazionalizzazione: non solo Erasmus per studenti, ma anche per i docenti e il personale amministrativo; programmare titoli doppi o congiunti, sistematizzare le convenzioni internazionali (stabilire linee lungo le quali definire reti e contatti, ampliare il panorama di riferimento), favorire l\u2019ospitalit\u00e0 di docenti e dottorandi in visita e programmare sistematicamente \u2013 agevolandole \u2013 nostre attivit\u00e0 di visita all\u2019estero (visiting professor e visiting researcher); riflettere sull\u2019offerta formativa in inglese e sulla possibilit\u00e0 di garantire un valido apprendimento della lingua straniera da parte degli studenti<\/p>\n<p><strong>Personale e organizzazione<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>La recente riorganizzazione amministrativa varata dall\u2019Ateneo permette di valutare la possibilit\u00e0 d\u2019immaginare una possibile diversa divisione del lavoro del personale amministrativo, valorizzando le potenzialit\u00e0 gi\u00e0 presenti e favorendo lo schema \u201cfunzioni e responsabilit\u00e0\u201d invece di quello attuale (\u201cprodotti e servizi\u201d). Pi\u00f9 in generale \u00e8 necessario semplificare l\u2019attivit\u00e0 degli organi e chiarire \u2013 anche eventualmente proponendo la modifica dei Regolamenti &#8211; le competenze dei Consigli di Corso di studio rispetto a quelle del Consiglio di Dipartimento, nonch\u00e9 favorire il coordinamento fra i diversi Corsi di laurea in cui insegnano docenti del Dipartimento<br \/>\nRispetto al primo punto, \u00e8 opportuno consolidare le funzioni proprie dei singoli organi istituzionali (Consigli dei Corsi di studio e relative Commissioni paritetiche) evitando che le decisioni assunte in quella sede vadano discusse nuovamente in sede di Consiglio di Dipartimento. La direzione del Dipartimento assume un ruolo di coordinamento generale, suggerendo forme di equilibrio fra le diverse istanze, che tuttavia devono poter decidere in autonomia le questioni che le riguardano espressamente.<br \/>\nLa direzione del Dipartimento sar\u00e0 coadiuvata dalla Giunta esecutiva, le cui riunioni potranno essere sostenute dalla presenza di persone di volta in volta invitate (senza voto deliberativo).<br \/>\nConsiderare la logistica dipartimentale e quella dei Poli didattici: il ritorno in Sapienza pone la necessit\u00e0 di rendere pi\u00f9 semplice la mobilit\u00e0 degli studenti (e dei docenti e del personale) fra le diverse sedi dipartimentali e di organizzare la distribuzione delle lezioni in maniera logisticamente pi\u00f9 accentrata (attenzione alla identit\u00e0 studentesca: accorpamento delle lezioni delle diverse annualit\u00e0 in una medesima sede, organizzazione affinch\u00e9 l\u2019orario non imponga spostamenti veloci fra sedi lontane)<br \/>\nOccorre precisare il rapporto organico con la biblioteca giuridica (che dovrebbe offrire servizi funzionali alla didattica e alla ricerca indipendentemente dall\u2019auspicato trasloco in una sede unitaria (Sapienza);<br \/>\nNon da ultimo, occorrer\u00e0 considerare il tema della formazione del personale amministrativo \u2013 mettendolo in grado di sostenere le molteplici attivit\u00e0 e funzioni che gi\u00e0 svolge, oltre quelle che vorremmo potesse assumere in vista di una migliore definizione dell\u2019identit\u00e0 del nostro Dipartimento \u2013 e del reclutamento del personale docente. In quest\u2019ultimo caso sar\u00e0 necessario tener conto delle aspettative degli abilitati gi\u00e0 strutturati, ponendole in relazione ad un\u2019indispensabile programmazione chiara, definita e trasparente, assunta sulla base di criteri funzionali all\u2019esigenza di garantire lo sviluppo di linee guida ampiamente condivise e riferite alla progettualit\u00e0 complessiva. Questo significa che nel tempo le esigenze di reclutamento dovranno essere rapportate alla definizione di alcune linee di riferimento che caratterizzeranno l\u2019identit\u00e0 del nostro Dipartimento rispetto agli altri Dipartimenti di giurisprudenza. Gli elementi programmatici sopra descritti potranno aiutarci ad immaginare una politica di chiamate tese a rafforzare il prestigio del nostro Dipartimento, esaltando e sostenendo le competenze gi\u00e0 presenti anche attraverso l\u2019inserimento di Colleghi che saranno desiderosi di condividere un ambiente di lavoro creativo e sereno, plurale e articolato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN DIPARTIMENTO PLURALE E ARTICOLATO Le elezioni del direttore del Dipartimento sono un momento di democrazia che caratterizza la vita&hellip;<\/p>\n<p><a class=\"btn btn-dark btn-sm unipi-read-more-link\" href=\"https:\/\/people.unipi.it\/pierluigi_consorti\/un-dipartimento-plurale-e-articolato\/\">Leggi tutto&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":196,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-48","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sistema-universitario"],"acf":[],"featured_image_src":null,"author_info":{"display_name":"PIERLUIGI CONSORTI","author_link":"https:\/\/people.unipi.it\/pierluigi_consorti\/author\/a008032\/"},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - 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