{"id":270,"date":"2024-02-07T18:51:44","date_gmt":"2024-02-07T17:51:44","guid":{"rendered":"https:\/\/people.unipi.it\/pierluigi_consorti\/?p=270"},"modified":"2024-02-08T00:05:33","modified_gmt":"2024-02-07T23:05:33","slug":"gestis-verbisque-come-buttare-il-bambino-con-lacqua-sporca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.unipi.it\/pierluigi_consorti\/gestis-verbisque-come-buttare-il-bambino-con-lacqua-sporca\/","title":{"rendered":"Gestis verbisque: come buttare il bambino con l\u2019acqua sporca"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2024\/02\/03\/0115\/00224.html\">Nota del Dicastero per la dottrina della fede del&nbsp; 3 febbraio 2024<\/a>&nbsp; affronta il problema concreto dell\u2019illegittimit\u00e0 dell\u2019amministrazione di un sacramento determinata dal mancato rispetto delle formule e della materia prescritta dal diritto. In termini giuridici, si tratta della fattispecie richiamata nel can. 846, \u00a7 1.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, la Nota inserisce questa fattispecie nelle ipotesi di invalidit\u00e0 del sacramento, evocata nel can. 840. Inoltre, la questione \u00e8 proposta nei termini della cura e della diligenza che i ministri dei sacramenti devono prestare nella loro funzione di presidenza dei riti, riferendosi perci\u00f2 solo ai sacramenti celebrati da \u00abministri ordinati\u00bb &#8211; come risulta evidente dal complesso dei richiami effettuati nella Nota \u2013 dimenticando che i ministri (cosiddetti \u201csecondari\u201d dei sacramenti, poich\u00e9 il ministro \u00e8 sempre Cristo) non sono sempre e solo \u00abministri ordinati\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lettura e l\u2019interpretazione dell\u2019intera Nota inducono pertanto una percezione di latente clericalismo ed eccessivo formalismo. Nell\u2019introduzione si pone un problema concreto, ossia: la potenziale nullit\u00e0 di un battesimo amministrato con formule diverse da quelle prescritte, tali da non integrare -da parte del ministro secondario &#8211; l\u2019intenzione propria del battesimo, che \u00e8 quella di incorporare il battezzato nella Chiesa. Come vedremo, questo problema sembra essere stato risolto nel passato dichiarando la nullit\u00e0 del battesimo \u2013 ipotesi non prevista dal Codice \u2013 che il Dicastero intende adesso prevenire offrendo una soluzione formativa che, nel precisare alcuni aspetti teologici e pastorali, finisce per\u00f2 per confondere  le idee e imbarazzare chi muove da conoscenze giuridiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che fine ha fatto il diritto canonico nella Chiesa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Nota procede con passo incerto fra paternalismo accomodante e severo. Da un lato ammette la necessit\u00e0 di trovare mediazioni pastorali che permettano di inverare il rito in maniera pi\u00f9 significativa di quanto emerge dai testi liturgici, e da un altro lato incolpa dei danni procurati da \u00abministri ordinati\u00bb poco attenti di ricevere una scarsa formazione, che sarebbe la causa dell\u2019incapacit\u00e0 di celebrare <em>comme il faut.<\/em> Per ovviare al problema cos\u00ec individuato, il Dicastero ricorda ai Vescovi \u00abalcuni elementi di carattere dottrinale in ordine al discernimento sulla validit\u00e0 della celebrazione dei Sacramenti, prestando attenzione anche ad alcuni risvolti disciplinari e pastorali\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo davanti a un\u2019ottima intenzione del Dicastero, che tuttavia nella parte esplicativa affoga in una serie di incertezze. <a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-tradizione-e-i-metodi-immorali-per-custodirla-la-nota-gestis-verbisque-e-i-compiti-del-dicastero-per-la-fede\/\">Altri<\/a> hanno gi\u00e0 messo in luce alcuni nodi teologici; qui mi soffermo su quelli di natura giuridica, diversi da quelli gi\u00e0 messi in evidenza da altri canonisti<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dal presupposto giuridico fondamentale: i sacramenti sono stati istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa quali segni e mezzi per esprimere e irrobustire la fede, rendere culto a Dio e santificare: pertanto concorrono a iniziare, confermare e manifestare la comunione ecclesiastica (can 840). In questa prospettiva unitaria (ossia: concorrono tutti a manifestare la comunione ecclesiastica), ogni sacramento ha una funzione propria e andrebbe perci\u00f2 trattato a s\u00e9 stante. La Nota invece fa un po\u2019 di confusione e non distingue le diverse tipologie soggettive dei ministri secondari del sacramento e, bench\u00e9 muova dal battesimo, esprime considerazioni generiche apparentemente riferibili a tutti i sette sacramenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi sono peraltro collocati nella sola luce della celebrazione liturgica, quando invece sono anche veri e propri atti giuridici, liturgicamente disciplinati in modo molto differenziato, tale da ammettere una certa diversit\u00e0 di forme e formule (e ministri): queste differenze sono volute proprio per allargare quanto pi\u00f9 possibile l\u2019elargizione della grazia salvifica propria di ciascun sacramento. Il diritto canonico, che pure rinvia all\u2019uso appropriato dei libri liturgici, pertanto presenta una serie di deroghe soggettive e oggettive che la Nota sembra ignorare. La disciplina giuridica dei sacramenti non pu\u00f2 essere sottovalutata: serve per assicurare che la grazia non sia imbrigliata nelle formule n\u00e9 messa nelle mani dei singoli, siano essi i ministri del sacramento o coloro che li ricevono. Nemmeno la Chiesa \u00e8 proprietaria della grazia sacramentale, che elargisce in nome del suo Signore scegliendo parole e gesti che significano in concreto qualcosa altrimenti invisibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I sacramenti <em>vanno perci\u00f2 chiesti<\/em> alla Chiesa, che ha il potere di disciplinarli <em>per legge<\/em>, senza appropriarsene. I fedeli hanno il diritto di riceverli, alle condizioni stabilite <em>dalla legge<\/em>, e (se i richiedenti sono ben disposti) i ministri non possono negarli (can. 843, \u00a7 1). \u00a0Insomma, i sacramenti sono veri e propri atti giuridici, tali da costituire relazioni giuridiche caratterizzata da diritti e doveri ben disciplinati, rispetto ai quali i riti si collocano in secondo piano, e certamente non possono condizionarne l\u2019efficacia. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siccome si tratta di atti giuridici, le correlate nozioni di liceit\u00e0, validit\u00e0, ed efficacia devono essere maneggiate col dovuto rigore giuridico. La liceit\u00e0 riguarda il rispetto delle condizioni stabilite dalla legge, mentre la validit\u00e0 segue la realt\u00e0 dell\u2019esistenza dei presupposti considerati necessari perch\u00e9 l\u2019atto sia stato realmente compiuto. L\u2019efficacia \u00e8 quindi una conseguenza della validit\u00e0 e non della liceit\u00e0. La Chiesa riconosce infatti validi anche i sacramenti illecitamente amministrati. Teologia e diritto non usano qui termini equivalenti: <em>verum<\/em>, <em>ratum<\/em>, <em>invalidum<\/em>, <em>irritum<\/em>, <em>nullum <\/em>seguono concetti distinti<sup data-fn=\"0162df2d-2f6f-4a37-8b53-4c25794da26a\" class=\"fn\"><a href=\"#0162df2d-2f6f-4a37-8b53-4c25794da26a\" id=\"0162df2d-2f6f-4a37-8b53-4c25794da26a-link\">1<\/a><\/sup>. Un atto giuridico valido \u00e8 sempre efficace, anche se illecito: in particolare, i sacramenti che imprimono un carattere \u2013 ossia, modificano uno <em>status <\/em>giuridico \u2013 quando sono validi sono sempre efficaci. Un sacramento celebrato in maniera non rispettosa del rito prescritto \u00e8 illecito, ma pur sempre valido se presenta gli elementi sostanziali che <em>per legge <\/em>(e non secondo il rito) lo costituiscono. Se \u00e8 valido per legge, dispiega la sua efficacia. Le formule rituali \u2013 e i correlati gesti \u2013 non costituiscono il sacramento, che \u00e8 comunque un segno della comunione ecclesiale quando amministrato secondo l\u2019intenzione della Chiesa. La nullit\u00e0 si pu\u00f2 dichiarare solo in casi eccezionali, ad esempio (nel matrimonio) quando consti la positiva volont\u00e0 dei ministri (o di uno dei due) di escludere che quell\u2019atto produca i suoi effetti propri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019atto \u00absacramento\u00bb integra una relazione giuridica intersoggettiva fra chi lo chiede e chi, in <em>nomine Ecclesiae<\/em>, l\u2019amministra. Se quest\u2019ultimo non intende celebrare davvero il sacramento richiesto \u2013 perci\u00f2 cambia le formule o usa una materia impropria &#8211; commette un illecito anche gravissimo, che pu\u00f2 essere sanzionato a norma del diritto, ma se chi lo riceve ignora questa circostanza e conserva la retta intenzione, lo riceve validamente. Ci torner\u00f2 fra poco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima desidero ricordare la speciale condizione che caratterizza il sacramento del battesimo. Esso \u00e8 considerato la porta dei sacramenti, e perci\u00f2 gode di una particolare presunzione giuridica di validit\u00e0. \u00a0Tanto che chiunque sia mosso da \u00abretta intenzione\u00bb lo pu\u00f2 impartire. Chiunque significa chiunque: anche un non battezzato, e per integrare la necessaria \u00abretta intenzione\u00bb \u00e8 sufficiente che chi lo riceve e chi lo amministra vogliano realizzare la stessa cosa che la Chiesa vuole significare attraverso il battesimo: ossia entrare nella comunione ecclesiale. Il battesimo <em>incorpora <\/em>nella Chiesa anche quando chi compie l\u2019atto non segue riti e gesti, o usa la materia, che la Chiesa <em>ordinariamente <\/em>prescrive. Nel caso del battesimo la legge \u00e8 talmente larga da ammettere che venga impartito anche a chi non \u00e8 in grado di chiederlo, e infatti la Chiesa cattolica ammette il battesimo dei bambini, persino dei neonati, che sono certamente incapaci di esprimere la fede necessaria perch\u00e9 il sacramento sia efficace. In questi casi, la fede della Chiesa che accoglie il battezzato supplisce<a id=\"_ftnref2\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. Se le cose stanno cos\u00ec, come pu\u00f2 un mero illecito formale &#8211; irrituale &#8211; prevalere sulla fede della Chiesa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I ministri dei sacramenti hanno certamente il dovere di rispettare le condizioni prescritte dalla legge e seguire il rito stabilito dalla Chiesa, ma la loro eventuale disattenzione (anche voluta) non invalida il sacramento chiesto e ricevuto se l\u2019irritualit\u00e0 non incide sull\u2019intenzione di chi lo riceve. &nbsp;L\u2019incapacit\u00e0 (in senso giuridico) del ministro ordinato di celebrare lecitamente un sacramento (quando ad esempio cambia le formule rituali o usa una materia diversa da quella prescritta), non deteriora o diminuisce il <em>munus sanctificandi<\/em> che Cristo ha affidato alla Chiesa. Se cos\u00ec non fosse, si concretizzerebbe la paradossale conseguenza di concentrare la forza salvifica del sacramento nell\u2019intenzione del solo celebrante. Ribadisco: modificare formule o gesti prescritti \u00e8 illecito, ma tale illiceit\u00e0 non ricade sull\u2019efficacia del sacramento: chi lo riceve senza colpa, per cos\u00ec dire, lo riceve bene e gode della grazia relativa. Il ministro dei sacramenti \u00e8 infatti Ges\u00f9 Cristo e il sacramento \u00e8 efficace <em>ex opere operato <\/em>e il celebrante del rito occupa solo un posto secondario. L\u2019efficacia \u2013 grazie a Dio! \u2013 non dipende dal ministro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione prende una piega diversa quando sia accertata la mancanza di un elemento che la legge \u2013 non il rito \u2013 ritiene necessario per la validit\u00e0 dell\u2019atto sacramentale. L\u2019esempio macroscopico riguarda l\u2019assenza, o determinati vizi, del consenso matrimoniale. In questi casi la Chiesa pu\u00f2 dichiarare la nullit\u00e0 del sacramento, che tuttavia \u2013 quand\u2019anche fosse nullo &#8211; pu\u00f2 ancora essere convalidato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo sia opportuno sottolineare ancora che il sacramento non \u00e8 mai un atto unilaterale: non si entra \u2013 n\u00e9 si permane \u2013 in comunione da soli, n\u00e9 per volont\u00e0 di un solo uomo. Per questo i ministri secondari agiscono sempre <em>in nomine Ecclesiae<\/em>, relazionandosi con chi chiede e riceve il sacramento secondo l\u2019intenzione della Chiesa.\u00a0 Come gi\u00e0 detto, specialmente nel caso del battesimo, l\u2019intenzione manifestata dal battezzando non pu\u00f2 essere condizionata dalla diversa intenzione voluta dal ministro secondario, a meno che questi non la manifesti in concreto e chiarisca che non vuole attribuire a quei gesti e quelle parole l\u2019effetto che la Chiesa intende. L\u2019intenzione di volere ci\u00f2 che la Chiesa vuole \u00e8 una condizione sempre necessaria in chi chiede e riceve il sacramento; nel caso della penitenza, oltre all\u2019intenzione, \u00e8 chiesta anche la contrizione; nel caso del matrimonio, \u00e8 richiesta anche una conoscenza minima del sacramento stesso (che si presume dopo la pubert\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec \u00e8 secondo la legge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Nota in commento vuole opportunamente arginare gli abusi liturgici del clero, impreparato o comunque abusante, ma in realt\u00e0 formula un <em>collage<\/em> di citazioni che rischiano di confondere il quadro di riferimento che la Tradizione ha conservato affinch\u00e9 i sacramenti possano essere segni efficaci della Grazia salvifica, <em>oltre i riti e le intenzioni di chi li officia<\/em>. &nbsp;Del resto, le intenzioni non si possono processare. Perci\u00f2 esistono responsabilit\u00e0 proprie dei ministri (non solo ordinati) che volutamente non seguono il rito prescritto, e che tuttavia \u2013 per grazia di Dio! \u2013 non incidono sulla validit\u00e0 della celebrazione che la Chiesa vuole. I sacramenti non appartengono alla Chiesa, e tanto meno al suo clero: non sono gesti magici e sarebbe un errore marginalizzarli alla \u00abbellezza del celebrare cristiano\u00bb: sono molto di pi\u00f9. Perci\u00f2 andrebbero trattati con maggiore cautela. Gli abusi, com\u2019\u00e8 noto, creano dipendenza. Occorre prevenirli senza per\u00f2 buttare l\u2019acqua sporca con tutto il bambino; questo \u00e8 un rimedio peggiore del male<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Vedi <a href=\"https:\/\/theoremi.blogspot.com\/2024\/02\/necessita-dellunita-ecclesiale-e.html?m=1\">Umberto Rosario Del Giudice<\/a> e <a href=\"https:\/\/sites.google.com\/view\/rodafa\/home-n-751-4-febbraio-2024\/stefano-sodaro-ecclesia-non-supplet\">Stefano Sodaro<\/a>, che muovono per\u00f2 da una prospettiva diversa rispetto a quella istituzionale che invece cerco di privilegiare, secondo la prospettiva periferica che caratterizza la mia riflessione sul diritto canonico contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> Pi\u00f9 in generale, la Chiesa supplisce eventuali carenze di potere tanto nel foro esterno che interno (can. 144, \u00a71), con esplicito riferimento a quello richiamato per i soggetti che conferiscono il sacramento della confermazione e della penitenza e gli assistenti qualificati al matrimonio (com\u2019\u00e8 noto, in questo caso i ministri sono i coniugi stessi).<\/p>\n\n\n<ol class=\"wp-block-footnotes\"><li id=\"0162df2d-2f6f-4a37-8b53-4c25794da26a\">Traggo queste precisazioni da A. Montan, <em>Gli atti sacramentali come atti giuridici<\/em>, in <em>L&#8217;atto giuridico nel diritto canonico<\/em>, Citt\u00e0 del vaticano, 2002, pp. 43-64, cui rinvio per altri riferimenti di cui pure mi sono servito in questa breve nota di commento. <a href=\"#0162df2d-2f6f-4a37-8b53-4c25794da26a-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 1\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Nota del Dicastero per la dottrina della fede del&nbsp; 3 febbraio 2024&nbsp; affronta il problema concreto dell\u2019illegittimit\u00e0 dell\u2019amministrazione di&hellip;<\/p>\n<p><a class=\"btn btn-dark btn-sm unipi-read-more-link\" href=\"https:\/\/people.unipi.it\/pierluigi_consorti\/gestis-verbisque-come-buttare-il-bambino-con-lacqua-sporca\/\">Leggi tutto&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":196,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"[{\"id\":\"0162df2d-2f6f-4a37-8b53-4c25794da26a\",\"content\":\"Traggo queste precisazioni da A. 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