{"id":10,"date":"2015-04-08T11:14:27","date_gmt":"2015-04-08T09:14:27","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unipi.it\/luca_michelini\/?page_id=10"},"modified":"2026-08-04T15:02:08","modified_gmt":"2026-08-04T13:02:08","slug":"ricerca","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/people.unipi.it\/luca_michelini\/ricerca\/","title":{"rendered":"Ricerca"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono nato a Como nel febbraio del 1966. Ho due figli e due figlie, una nipotina. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso degli anni ho approfondito diversi filoni di ricerca, che si sono dischiusi perseguendo l\u2019intento metodologico di ricostruire e di interpretare il nesso esistente tra teoria economica, politica economica e politica militante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho una formazione interdisciplinare e i risultati dei miei studi sono di carattere interdisciplinare: oggi sembrerebbe un merito distintivo, nella realt\u00e0, invece, talvolta ci si scontra con linguaggi che tendono a diventare corporativi e a frenare la ricerca e la scoperta scientifica. Sono uno studioso che non si identifica n\u00e9 con una tematica specifica studiata, n\u00e9 con gli autori con i quali si \u00e8 confrontato, n\u00e9 con le scuole che si occupano di temi e di autori e che cercano di monopolizzare l&#8217;argomento. N\u00e9 tanto meno sono stato, e sar\u00f2 &#8220;organico&#8221; con le istituzioni con le quali ha collaborato o con qualsivoglia organismo sociale o &#8220;egemonia culturale&#8221;. Ho un profilo intellettuale autonomo e indipendente: \u00e8 il frutto di un sistema scolastico e universitario pubblico, quale quello italiano, incardinato sulla libert\u00e0 di pensiero, di ricerca e di insegnamento, oltre che sull&#8217;ambiente famigliare in cui sono cresciuto, animato da profonda curiosit\u00e0 e consapevolezza critica. Ho lavorato a lungo anche nell&#8217;universit\u00e0 privata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono laureato in Storia all&#8217;Universit\u00e0 di Milano (1991) ed ho conseguito il dottorato di ricerca in Storia delle dottrine economiche all&#8217;Universit\u00e0 di Firenze (1995). Gli strumenti del mestiere gli ho appresi nel corso degli anni collaborando con studiosi come Giulio Sapelli, Aurelio Macchioro, Riccardo Faucci, Massimo Augello. La passione per la storia e l&#8217;umanit\u00e0, in ogni sua dimensione, l&#8217;ho appresa dai miei genitori e da mia moglie: Maurizio, giornalista a Milano, prima a &#8220;L&#8217;Unit\u00e0&#8221;, dove seguiva la cronaca giudiziaria, e poi al &#8220;Sole24Ore&#8221;; Luce Glauca Summa, insegnante di Lettere al Liceo scientifico di Como; Iride Colombo, compagna di vita da quarant&#8217;anni. I miei avi, che ho frequentato, hanno contributo alla costruzione della Nazione e della Repubblica: il bisnonno paterno, Angelo, sposato con Teresa Parenti, mondina, \u00e8 Cavaliere di Vittorio Veneto; contadino, ne ha ricevuto in premio un ettaro di terreno, da dove ricavava un vino aspro e indigesto; mio nonno Sirio, militare di carriera, ha combattuto tutte le guerre del fascismo, a cominciare dall&#8217;Abissinia; dopo l&#8217;8 settembre 1943, che lo trova sergente maggiore all&#8217;Accademia di Modena, \u00e8 stato partigiano, comandante militare ma guardato con sospetto dai &#8220;politici&#8221;. Pluridecorato in entrambi i casi, solo grazie al Presidente Pertini vedr\u00e0 sbloccata la carriera. Giuseppe Summa, geometra, morto giovane, e soprattutto Fausta Bondini, afflitta da malattia grave ma compagna di stanza per lunghi anni, mi hanno tramandato il calore del nostro meridione, cos\u00ec come gli zii Piero e Massimo e le zie Leda, Laura e Mirella, tutti nati nel dopoguerra e fioriti e partecipi della creativit\u00e0 italiana degli anni &#8217;70, dove scuola, politica, teatro, lavoro erano spesso connesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 contribuisce a spiegare perch\u00e9 i miei interessi di ricerca riguardino prevalentemente la storia italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Sapelli, geniale studioso di economia, devo l&#8217;inizio della collaborazione con la Fondazione Feltrinelli di Milano, per la quale ho ideato e curato il volume degli &#8220;Annali&#8221; dedicato a <em>Socialismo e marginalismo nell&#8217;Italia liberale<\/em>. Il tributo intellettuale che ho nei confronti di Macchioro, tra i primi keynesiani in Italia, membro del Partito d&#8217;Azione e poi studioso del marxismo e affezionato ai teorici conservatori dello &#8220;statalismo&#8221;, si \u00e8 tradotto nella ricostruzione del suo percorso per un volume (del 2008) degli &#8220;Annali&#8221; della Fondazione Gramsci di Roma, su invito di uno dei suoi primi allievi, Giuseppe Vacca (<em>Keynes, Marx, l&#8217;Italia<\/em>). Faucci \u00e8 stato tra i miei tutor della tesi di dottorato, dedicata a Maffeo Pantaleoni, mentre con Augello, inesauribile ideatore di iniziative, ho collaborato assiduamente alle numerose ricerche PRIN che egli ha ideato e coordinato sugli economisti italiani dell&#8217;800 e &#8216;900 e alla redazione della rivista &#8220;Il pensiero economico italiano&#8221;. Finita questa esperienza, durata quasi 15 anni, mi sono impegnato con &#8220;Il Ponte&#8221;, fondato da Piero Calamandrei e poi diretto da Marcello Rossi: tra gli altri saggi, disseminati in oltre 15 anni di collaborazione, dedicati soprattutto all&#8217;Italia contemporanea, ho ideato e curato il numero monografico <em>Managerialismo neoliberale e Universit\u00e0<\/em> (2026). La rivista mi ha pubblicato uno dei pochi lavori esistenti sulla cultura economica del Partito Democratico, che ho titolato, nel 2008, <em>La fine del liberismo di sinistra, 1998-2008<\/em>. Anche questa esperienza redazionale \u00e8 terminata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho studiato diverse tradizioni di pensiero, sia affrontando singoli pensatori e pensatrici, sia analizzando particolari tematiche. Ho scritto volumi, ideato e curato raccolte di saggi, pubblicato articoli su riviste nazionali e internazionali. Mi sono soffermato sul periodo che corre dalla fine del &#8216;700 fino ai giorni nostri. I miei studi, il cui elenco completo trovate in un&#8217;altra pagina, possono essere descritti in questo modo:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Lavori dedicati al profilo teorico e politico di <strong>Maffeo Pantaleoni<\/strong>, il pi\u00f9 importante economista italiano tra Otto e Novecento: ha proposto una originale teoria marginalista ed ha giocato un ruolo culturale e politico di primissimo piano in Italia. Il mio primo volume \u00e8 dedicato a lui: <em>Marginalismo e socialismo: Maffeo Pantaleoni (1882-1904<\/em>), FrancoAngeli, 1998. Sono poi seguiti altri saggi e volumi, in lingua italiana e inglese. Una delle ultime ricerche \u00e8 dedicata al suo contributo teorico in tema di &#8220;economia di guerra&#8221;, che ho paragonato e contrapposto a quello proposto dall&#8217;economista ricardiano e socialista Achille Loria (<em>Italian Economic Analyses of the First World War: &#8220;Historical Materialism&#8221; versus &#8220;Pure Economics&#8221;<\/em>, nel volume <em>Economists and War. A heterodox perspective<\/em>, Routledge, 2017).<\/li>\n\n\n\n<li>Saggi dedicati alla ricostruzione della nascita e dello sviluppo di differenti <strong>scuole di pensiero italiane<\/strong>: marxismo, scuola storica, marginalismo, corporativismo, scuola keynesiana, neoliberismo. Si tratta di saggi che hanno intercettato particolari tematiche e autori. Tra questi ne ricordo tre, tutti apparteneti alla <strong>scuola storica<\/strong>: <strong>Giulio Alessio<\/strong>, esponente del liberalismo democratico; ne ho studiato l&#8217;attivit\u00e0 parlamentare riconducendola alla sua produzione scientifica (<em>Lo statalismo \u201cradicale\u201d di Giulio Alessio<\/em>, nel volume <em>Gli economisti in Parlamento 1861-1922<\/em>, FrancoAngeli 2003); <strong>Jacopo Mazzei<\/strong>, un economista nazionalista e cattolico, molto rilevante per l&#8217;Italia anche perch\u00e9 punto di riferimento di pensatori cattolici successivi, come Amintore Fanfani (<em>L&#8217;economia cattolica alla conquista dello Stato: nazionalismo, neo-mercantilismo e questione sociale in Jacopo Mazzei, 1913-1925<\/em>, &#8220;Il pensiero economico italiano&#8221;, 2018); il liberal conservatore <strong>Gerolamo Boccardo<\/strong> (<em>Economia politica come dottrina dell\u2019umana libert\u00e0<\/em>, nel volume <em>Tra economia, politica e impegno civile: Gerolamo Boccardo e il suo tempo (1829-1904)<\/em>.<\/li>\n\n\n\n<li>Ricerche di ricostruzione del pensiero economico del <strong>movimento nazionalista italiano e del fascismo<\/strong>, da ultimo con una monografia sul giovane <strong>Franco Modigliani<\/strong>, appartenente in giovent\u00f9 alla cd &#8220;destra sociale&#8221; e futuro premio Nobel per l&#8217;economia (con Firenze University Press, 2020). Il testo che ritengo costituisca un contributo originale e imprescindibile per chi si occupa del periodo \u00e8 <em><strong>Il nazionalismo economico italiano. Corporativismo, fascismo, liberism<\/strong><\/em><strong><em>o (1900-1923<\/em>)<\/strong>, Carocci, 2020, ma uscito in una prima edizione con M&amp;B Publishing nel 1999, una piccola casa editrice che ha avuto fiducia, allora, in un giovane ricercatore precario. <strong>Enrico<\/strong> <strong>Barone, Pantaleoni <\/strong>e <strong>Vilfredo Pareto<\/strong> e altri economisti che erano legati all&#8217;insegnamento di questi tra &#8220;maestri&#8221;, vengono letti nel loro tempo e per l&#8217;influsso politico diretto e indiretto che hanno esercitato nella crisi dello Stato liberale italiano. Ho poi sottolineato l&#8217;importanza di una tradizione di pensiero che si definiva &#8220;destra fascista&#8221;, in decisa continuit\u00e0 con il nazionalismo pantaleoniano: <em>From Nationalism to Fascism: Protagonists and Journals<\/em>, ospitato nel volume <em>An Institutional History of Italian Economics in the Interwar Period<\/em> (Palgrave, 2020). Molto nutrito l&#8217;elenco di economisti che ho studiato in queste ricerche: oltre a quelli gi\u00e0 citati, ricordo <strong>Gino Arias <\/strong>e <strong>Corrado Gini<\/strong>, nonch\u00e9 giuristi come Alfredo Rocco e Carlo Costamagna.<\/li>\n\n\n\n<li>Studio della <strong>\u201cquestione ebraica\u201d<\/strong>, indagata in alcuni momenti particolarmente significativi della storia italiana. Ne menziono quattro. Un testo dedicato alla <em>Interdizioni israelitiche<\/em> di <strong>Carlo Cattaneo<\/strong> (uscito su &#8220;Storia in Lomabrdia&#8221;); il volume <em><strong>Alle origini dell&#8217;antisemitismo nazional-fascista. Maffeo Pantaleoni e &#8220;La Vita italiana&#8221; di Giovanni Preziosi, 1915-1924<\/strong><\/em> (Marslilio 2011); il saggio, scritto con Terenzio Macabelli, <em>Economics and Anti-Semitism: the Case of Maffeo Pantaleoni<\/em>, uscito sulla rivista &#8220;History of Political Economy&#8221;. Da ultimo ricordo la mia curatela del testo di Giulio Sapelli <em>Un mondo di relazioni. Ebrei e capitalismo in Italia<\/em> (Mimesis 2025).<\/li>\n\n\n\n<li>Lavori dedicati al dibattito sui \u201c<strong>sistemi economici comparati<\/strong>\u201d, con particolare riferimento al dibattito pro e contro il socialismo e il comunismo, dall\u2019Ottocento ai giorni nostri. Ho dedicato attenzione a classici come<strong> <\/strong>Barone, Pareto, Pantaleoni, <strong>Luigi Einaudi, Cesare Dami<\/strong>. L&#8217;argomento si \u00e8 spinto fino all&#8217;analisi del contributo degli economisti e gli specialisti italiani nel secondo dopoguerra (A. Chilosi, R. Di Leo, D. Nuti), con il saggio <em>Per una storia degli studi economici italiani sul crollo dell&#8217;URSS<\/em> (&#8220;Annali della Fondazione La Malfa&#8221;, 2023). E&#8217; in uscita una sintesi in un volume Routledge.<\/li>\n\n\n\n<li>Studio del pensiero economico e politico di <strong>Karl Marx<\/strong>, in continuo perfezionamento: l&#8217;ultimo \u00e8 <em>Marx, Engels e la Rivoluzione in Occidente<\/em>, nel volume <em>Marx e i marxismi<\/em> (2023).&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Approfondimento del pensiero economico-politico della <strong>tradizione anarchica, socialista e comunista italiane<\/strong>. Ho dedicato specifici saggi, pubblicati in diverse riviste e volumi, ai seguenti autori: <strong>Filippo Buonarroti<\/strong>, <strong>Antonio Labriol<\/strong>a, <strong>Arturo Labriola<\/strong>, <strong>Enrico Leone<\/strong>, <strong>Antonio Gramsci<\/strong>, <strong>Achille Loria<\/strong>, <strong>Anna Kuliscioff<\/strong>, <strong>Cesare Dami<\/strong>, <strong>Silvio Leonardi<\/strong>, <strong>Antonio Panzeri<\/strong>. Tenter\u00f2 di raccogliere questi contributi in un volume dal titolo <em>Economie della liberazione<\/em>. Nel 2011 ho pubblicato il volume <em>Marxismo, liberismo, rivoluzione: saggio sul giovane Gramsci 1915-1920<\/em> (Citt\u00e0 del Sole): forse una delle poche ricerche in cui il pensiero economico giovanile dell&#8217;autore viene ricostruito in modo dettagliato.<\/li>\n\n\n\n<li>Problematiche di carattere metodologico e di storia della storiografia.<\/li>\n\n\n\n<li>Saggi di interpretazione della crisi industriale e finanziaria e sanitaria dal 2008 ad oggi, ripercorrendo alcuni tratti salienti del pensiero di <strong>J.M. Keynes<\/strong>, pubblicando, tra gli altri, due saggi su &#8220;Studi economici&#8221;. In questo contesto ho collaborato a diverse testate che nel quadro normativo universitario odierno vengono incluse nella cd &#8220;terza missione&#8221;, cio\u00e8 nell&#8217;impegno civile e divulgativo dello scienziato sociale.<\/li>\n\n\n\n<li>Ricostruzione del pensiero e della <strong>cultura economica dell&#8217;Italia della cd Seconda Repubblica<\/strong>: al <strong>Partito Democratico<\/strong> ho dedicato dapprima il volumetto <em>La fine del liberismo di sinistra, 1998-2008<\/em>, e poi, spingendomi ad analizzare anche la cultura della <strong>destra italiana<\/strong>, i saggi raccolti in <em>Critica del liberismo italiano<\/em> (Feltrinelli 2020): testo complesso, ma utile per orientarsi nel presente e concepito proprio per questo scopo.<\/li>\n\n\n\n<li>Con una serie di ricerche ho cercato di approfondire lo studio del &#8220;<strong>ventennio berlusconiano<\/strong>&#8220;, utilizzando il pensiero di economisti come <strong>Adam Smith, Simone de Sismondi, Pareto<\/strong>: ho cos\u00ec coniato la categoria di &#8220;imprenditore-Stato&#8221;. Allargando lo sguardo all&#8217;esperienza di <strong>Fratelli d&#8217;Italia<\/strong>, \u00e8 in uscita nel 2026, per Mimesis, il volume <em><strong>L\u2019Imprenditore-Stato<\/strong>. Il nazionalismo contemporaneo e la fine delle libert\u00e0 repubblicane<\/em>.<\/li>\n\n\n\n<li>Analisi del rapporto tra Universit\u00e0 e capitalismo, con particolare riferimento al pensiero di<strong> Thorstein Veblen<\/strong> e alle riforme neoliberali degli ultimi trent&#8217;anni.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Economia della musica<\/strong> e dell&#8217;immateriale, con particolare riferimento anche al pensiero economico italiano. Ho tratto spunto liberamente da una tradizione teorico-politica composita, dagli ultra liberisti, gli statalisti conservatori, sino ai  marxisti: <strong>Melchiorre Gioia<\/strong>, <strong>Francesco Ferrara<\/strong>, Cattaeno, Einaudi, Pantaleoni, Marx, <strong>Antonio Negri<\/strong>: ho in uscita un volumetto, spero nel 2026.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Economia di guerra<\/strong>, curando il volume <em>La guerra e gli economisti<\/em>, per &#8220;Il pensiero economico italiano&#8221;.<\/li>\n\n\n\n<li>Ho aperto recentemente un nuovo fronte di ricerche su tre argomenti che, dalla storia delle idee mi spingono alla ricostruzione dei fatti economici e sociali: <strong>antropologia economica<\/strong> dell&#8217;innovazione, con particolare riguardo alla scuola di ingegneria di Pisa, dove sto coordinando una borsa di ricerca; <strong>sociologia economica<\/strong>, soffermandomi sull&#8217;esperienza industriale e commerciale di Livorno, con particolare riguardo al ruolo femminile e al cd gender gap; <strong>scuola pubblica<\/strong>, con un progetto di Reddito scolastico comunale, volto a realizzare i principi codificati nella nostra Costituzione.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono nato a Como nel febbraio del 1966. 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